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Giovedì 25 Febbraio 2021

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23 febbraio 1965

Freddato «Malcom X» leader dei nazionalisti negri

Freddato «Malcom X» leader dei nazionalisti negri

NEW YORK, 22. — «Malcom X» il leader dei nazionalisti negri d'America è stato ucciso ieri mentre partecipava ad un raduno dei suoi seguaci, che si teneva in una sala da ballo all'angolo tra la 116a strada e la Audubon Avenue, nel quartiere negro di Harlem. Colpito da alcuni proiettili, l'agitatore negro si è accasciato al suolo ed è stato subito portato all'ospedale, dove è spirato appena giunto.

L'attentato è probabilmente opera di sicari della setta rivale dei «musulmani negri» e la polizia teme una settimana di sangue fra le file dell'estremismo nero.

Sei seguaci di «Malcolm X» sono partiti questa notte in automobile, imboccando diverse strade. Ad Harlem si dice che essi, appena sicuri di aver fatto perdere le loro tracce, saliranno a bordo di aerei in questa o quella città, con un'unica destinazione, Chicago, dove vivono i presunti mandanti dell'uccisione di Malcom: il capo dei musulmani neri Elija Muhammad e il genero di questi, Raymond Sharrief, comandante dell'armata clandestina chiamata «il frutto dell'Islam».

«A Martin Luther King, fautore della non violenza, hanno dato il Premio Nobel per la pace. A "Malcolm X", che sosteneva la violenza nella lotta contro l'uomo bianco, hanno dato proiettili», ha osservato stamane un passante di Harlem. L'assassinio di «Malcolm X», a una settimana dall'incendio della sua casa presumibilmente per ordine degli stessi mandanti, ha sconcertato la gente dei quartieri di colore di New York e di tutta l'America, vibrando, a quanto sembra, un decisivo colpo all'estremismo negro.

Da quando, sul palcoscenico dove Malcolm è stato stroncato dai proiettili degli assassini, la moglie della vittima, incinta del quinto figlio, ha ieri sera gridato «Catturateli, uccideteli», Harlem e la «cintura nera» di Chicago sono senza pace. La polizia teme attacchi, vendette, incendi. A New York, agenti e detectives sorvegliano la casa di Ameer mentre a Chicago la polizia circonda abitazioni di musulmani, uffici e moschee.

I seguaci di Malcom, che la scorsa settimana avevano affermato che la sua vita veniva minacciata contemporaneamente dai negri di Elija e dai bianchi del Ku Klux Klan, non nascondono l'ovvia convinzione che gli assassini siano musulmani neri. Nella sala del comizio i bianchi non erano ammessi, e il Ku Klux Klan non si servirebbe mai di emissari negri per una sua impresa.

I negri arrestati dalla polizia dopo la sparatoria di ieri, e sospetti autori dell'assassinio, si sono finora rifiutati nel corso degli interrogatori di fornire qualsiasi informazione. Thomas Hagan, di 22 anni, che avrebbe premuto il grilletto del fucile con le canne troncate, colpendo in pieno petto Malcolm che si accingeva a parlare, è stato definito dagli investigatori «un arrestato con le labbra serrate». Non ha detto una parola cioè, sulla grandine di colpi che un «plotone d'esecuzione» annidato tra gli ascoltatori ha fatto cadere sul palco nel quale era apparso il tribuno nazionalista negro. Secondo la polizia il drappello di «tiratori scelti» musulmani sarebbe stato composto dallo stesso Hagan, munito del fucile dalle canne mozze, da William Parker e William Harris, armati rispettivamente di una potente Colt calibro 38, la «pistola che conquistò il West», e di una automatica «0,45». Tutti e tre i sospetti, mentre «Malcolm X» si accasciava sul pavimento colpito in pieno torace, sono stati attaccati da guardie del corpo e attivisti del movimento nazionalista, che li hanno percossi e feriti con armi da fuoco. L'intervento degli agenti li ha sottratti al linciaggio. Essi sono ora ricoverati in infermeria. Hagan ha una gamba rotta, a quanto pare per calci e percosse oltre a ferite d'arma da fuoco.

Malcolm, figlio di un pastore protestante di Omaha, era cresciuto nell'odio per l'uomo bianco, dopo che all'età di 4 anni aveva visto la sua casa incendiata dalle fiamme appiccate da emissari del Ku Klux Klan, e suo padre morire sotto le ruote di un tram. Quest'ultimo episodio era stato attribuito da Malcolm ad assassini bianchi, che avrebbero percosso suo padre lasciandolo svenuto sui binari. Nessuno sa su quali elementi sia stata basata questa versione. Amarezza e odio represso spinsero il giovane Malcom al vizio della droga, al traffico di questa per procurarsi denaro per alimentare il suo stesso vizio, a un furto con scasso e alla successiva condanna a sette anni di carcere. Malcolm, il cui cognome era Litle aveva 39 anni.

22 Febbraio 2021