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Martedì 25 Febbraio 2020

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20 gennaio 1961

J. F. Kennedy è il 35° presidente degli Stati Uniti d'America

Dopo otto anni Ike Eisenhower lascia la Casa Bianca

J. F. Kennedy è il 35° presidente degli Stati Uniti d'America

Nelle elezioni dell'8 novembre 1960 il popolo americano ha eletto alla Presidenza il candidato democratico  John F. Kennedy, senatore del Massachusetts, che domani succederà ufficialmente a Dwight D. Eisenhower e diverrà il 35° Presidente degli Stati Uniti. A soli 43 anni John F. Kennedy è, dopo Theodor Roosevelt, il più giovane Presidente nella storia degli Stati Uniti; egli è inoltre il primo Presidente dì religione cattolica.

Questo, in sintesi, l'avvenimento storico di cui domani sarà teatro la capitale americana. La vigilia dell'insediamento alla Casa Bianca, al di là delle manifestazioni pittoresche e mondane, ha fatto registrare, nello studio di Eisenhower, l'ultimo colloquio tra il Presidente ed il suo successore, presenti i principali membri del Gabinetto delle due amministrazioni, a conferma di uno spirito di collaborazione nazionale assolutamente lodevole.

John e Jacqueline oggi nella "storica dimora"
Oggi la nuova e giovane  coppia presidenziale si installerà alla Casa Bianca, quella che gli americani chiamano semplicemente «la Casa», e che molto probabilmente è il monumento con la storia più curiosa e movimentata di tutti gli Stati Uniti.

Costruita da un irlandese sulla falsariga di un castello di Dublino per Giorgio Washington che la fece erigere, doveva rappresentare la dignità e il prestigio ormai conquistati dall'Unione, ma le cattive lingue dell'epoca fecero circolare la voce che l'errore della guerra d'Indipendenza, facendola erigere dove si trova, si fosse ricordato di certe sue proprietà che stavano lì tutt'attorno e che venivano così notevolmente valorizzate.

Comunque siano andate le cose, Washington non vide la fine del colosso di marmo e il primo Presidente che andò ad abitarvi fu John Adams che la inaugurò nel 1800. Ma, sia che gli ultimi lavori di costruzione fossero stati troppo affrettati, sia che anche allora fiorissero i costruttori «dritti», nella Casa Bianca ci pioveva tanto che la presidentessa Adams doveva tenere il parapioggia aperto quando entrava nelle stanze, e ad un'amica scriveva testualmente: «Abbiamo l'impressione d'essere accampati in piena foresta vergine, ed io batto continuamente i denti dal freddo, qui alla Casa dell'Esecutivo...». Infatti, la grande costruzione stile coloniale allora si chiamava così, il nome di Casa Bianca lo ebbe più tardi per colpa degli inglesi, quando questi entrarono a Washington nel 1814 e misero a fuoco la casa presidenziale perchè America ed Inghilterra erano in guerra. A pace avvenuta, per riparare i danni provocati dal fuoco e ripulire il marmo della facciata, il Presidente allora in carica scelse il mezzo più rapido: fece intonacare tutto di un bianco smagliante. Da quel periodo il nome di Casa Bianca divenne ufficiale e ogni due o tre anni sui marmi voluti da Giorgio Washington si passa ancora una bella mano di tinta. Il che, un giorno, fece dire al produttore cinematografico Samuel Goldwin che il popolo americano aveva il gusto della bizzarria: mentre a Washington il marmo si camuffa d'intonaco, a Hollywood il gesso si camuffa di marmo.   

18 Gennaio 2020