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Domenica 16 Giugno 2019

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23 gennaio 1955

Un barbiere fece suoi eredi i piccioni di piazza del Comune

Un barbiere fece suoi eredi i piccioni di piazza del Comune

La vecchia Cremona che abbiamo dimenticato: la bottega di Stradivari, il «Caffè con biliardo», il Club dei Cento anni

Quando ancora bisognava porre la macchina fotografica sul cavalletto, in piazza Roma a Cremona sorgevano tre casette di fronte alla Chiesa di S. Domenico, nel luogo stesso ove, agli inizi di questo secolo, venne alzata la casa a tre piani, demolita in seguito per la costruzione della Galleria. La casetta centrale, se esistesse ancora, sarebbe meta di tutti i turisti del mondo, sarebbe guardata con profonda ammirazione e con sensi di venerazione; e i visitatori temperino alla mano, non mancherebbero dì incidere il proprio nome su ogni parete o di staccare pezzetti di legno dalle porte e dalle imposte, per portarsi a casa un vero ricordo di Antonio Stradivari. Perchè fu proprio in quella casa che Antonio Stradivari «sovrano dei liutai» come è scritto sulla pietra che lo ricorda, ebbe dimora e bottega. ....

Dall'altro angolo del palazzo, verso corso Stradivari, vi era vicolo del Vasto, del quale abbiamo avuto occasione di accennare in altre circostanze. Però non abbiamo ricordato un barbiere che aveva negozio proprio in quell'angolo, ed era frequentato dai più noti signori della città. Signorini, morendo, lasciò un legato, probabilmente unico nella nostra città. Non si trattava di gran cosa, ma per quei tempi, era una sommetta discreta. E il Comune la accettò, impegnandosi ad usarla, secondo la volontà di Signorini, per il mantenimento dei piccioni in piazza del Comune. Ora sorge legittima una curiosità: che fine ha fatto questo legato? E se il Comune l'ha accettato, perchè ora non adempie agli obblighi che si è assunto?

21 Gennaio 2019