L'ANALISI
09 Febbraio 2026 - 16:59
CREMA - Un incontro speciale, per gli studenti delle classi quarte del Cr.Forma di Crema. In via Pombioli è arrivato Filippo Ruffoni, alpinista montodinese 39enne, che negli ultimi anni ha scalato alcune delle vette più iconiche del pianeta.
Dall’Eiger nelle Alpi bernesi, alle cime africane, fino all’Himalaya con la conquista dell’Ama Dablam (l’ultima impresa lo scorso novembre).
L’occasione per parlare con lui di cosa significhi davvero vivere la montagna: rispetto, preparazione, ascolto e consapevolezza. Senza dimenticare che proprio dall’edizione 2026 dei Giochi a cinque cerchi, in corso, debutta lo sci alpinismo.
«La montagna non si conquista, si ascolta, si vive e soprattutto si rispetta», ha ricordato Ruffoni ai ragazzi, cercando di trasmettere loro gli stessi valori che li accompagneranno nell’escursione in ciaspole al passo del Tonale.
Non di rado Ruffoni scala anche in ricordo degli amici. Come l’agosto scorso in Svizzera, in memoria di Gianfranco Facchi del Panathlon club di Crema. Aveva conquistato la parete nord dell’iconica montagna dell’Eiger, 3.970 metri, da sempre uno dei colossi più temuti e affascinanti delle Alpi svizzere. Con lui l’amico e guida alpina Edmond Joyeusaz. Avevano ripercorso la via aperta nel 1938 dai pionieri dell’alpinismo.
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