L'ANALISI
28 Gennaio 2026 - 15:55
CREMA - Un accordo integrativo, che punta a trattenere il personale, specialmente quello ausiliario e infermieristico, grazie al contratto che permette, a fronte di determinati risultati, di aumentare gli stipendi. Equiparandoli a quelli dei colleghi, che lavorano nelle strutture pubbliche.
La novità è stata introdotta dalla Fondazione Benefattori Cremaschi, attraverso l’accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali territoriali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, rappresentate da Luca Dall’Asta, Roberto Dusi e Maricla Martini.
Previsti incentivi e premi di risultato, per un impegno economico di 741mila euro complessivi, che dovrebbe azzerare o comunque avvicinare le differenze di retribuzione tra il contratto nazionale della sanità pubblica e quello Uneba (enti assistenziali) in vigore alla Fondazione.
«Abbiamo questo obiettivo — sottolinea il presidente della Benefattori Gianni Risari — e puntiamo con questi incentivi a rafforzare la produttività, promuovere il welfare aziendale e sostenere un percorso di sviluppo organizzativo, orientato alla qualità dei servizi».
Stando agli ultimi dati resi disponibili alla Fondazione, pubblicati nel bilancio sociale dell’ente, tra via Zurla e via Kennedy lavorano 419 persone, di cui l’85%, pari a 352, sono dipendenti.
Per arrivare all’integrativo, il confronto coi sindacati è andato avanti per tutto il 2025. Tra le principali innovazioni previste, figurano la definizione puntuale dei fondi per la produttività, l’avvio progressivo della valutazione delle prestazioni e l’introduzione di sistemi di premialità legati a progetti di gruppo o di reparto, riconosciuti attraverso strumenti di welfare aziendale. Inoltre, è contemplato un gettone di rientro pari a 40 euro per il personale.
Il premio di risultato sarà articolato su due indicatori: uno legato alla presenza, pari al 75% e uno alla valutazione delle performance, pari al 25%.
Viene inoltre introdotto un nuovo fondo, che comprende voci variabili comuni a tutto il personale, tra cui il lavoro straordinario, l’indennità di turno, i gettoni di rientro e iniziative di benessere organizzativo.
«Questo accordo rappresenta un passo importante nel percorso di innovazione organizzativa della Fondazione — conclude Risari —: c’è stato un grande impegno di tutto lo staff dirigenziale, che ovviamente ringrazio. Abbiamo voluto costruire, insieme alle parti sindacali, un modello che metta al centro le persone, valorizzi il lavoro quotidiano e colleghi in modo chiaro impegno, qualità dei servizi e riconoscimento economico».
Annalisa Mazzoleni, direttrice generale della Fbc, sottolinea il cambio di passo in direzione della valorizzazione del merito. «L’introduzione graduale della valutazione delle performance segna un cambio di passo culturale: uno strumento di crescita, trasparenza e sviluppo, pensato per guardare al futuro della Fondazione. Ringrazio le organizzazioni sindacali e le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori per il confronto serio e costruttivo».
L’anno nuovo è cominciato, dunque, all’insegna di questa importante novità per la Benefattori, che potrà anche aiutare in chiave di ricerca di personale, aprendo maggiori opportunità economiche a chi dovesse scegliere di lavorare alla Fondazione Benefattori, sia nella residenziale sanitaria assistenziale per anziani di via Zurla, che conta circa 200 ospiti, sia nel centro di cure intermedie e riabilitative del Kennedy, dove vengono seguiti pazienti post acuti e dove trova collocazione anche l’Hospice, con 14 posti letto per malati terminali.
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