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CREMA. IL RILANCIO DEGLI EX STALLONI

I dubbi di FdI... galoppano: «Dopo l’acquisto il conto»

De Grazia chiede chiarezza: «Bene la riqualificazione, ma servono visione e manutenzione certa»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

28 Gennaio 2026 - 05:15

I dubbi di FdI... galoppano: «Dopo l’acquisto il conto»

CREMA - Acquisiti gli Stalloni adesso bisogna pensare a mantenerli. Il monito arriva da Fratelli d’Italia e suona come un avviso ai naviganti presenti e futuri.

La gestione di un bene tanto caro ai cremaschi richiederà infatti un impegno economico importante non solo in chiave di rilancio e riqualificazione – con una parte dei fondi già in cassa – ma anche per la manutenzione ordinaria.

«Come manterremo gli Stalloni?» è la domanda che si pone Giovanni De Grazia, capogruppo di Fdi in Consiglio comunale.

«Bene la sottoscrizione dell’atto di permuta con l’ex tribunale, stipulata con la Regione, che apre una fase nuova e importantissima per la città – è la premessa di De Grazia –: siamo all’inizio di un percorso lungo e difficile con la certezza che qualsiasi progetto dovrà essere condiviso con le varie realtà, economiche e di volontariato, presenti in città. L’acquisizione di una struttura così importante e complessa, con edifici soggetti a numerosi vincoli, necessita di una visione strategica, una pianificazione a lungo termine, caratteristica che questa amministrazione non sembra possedere.

Senza una strategia e un piano industriale che metta a reddito gli immobili si potrebbe creare un danno quasi certo per i futuri bilanci del comune.

De Grazia guarda dunque con preoccupazione al domani degli Stalloni e cita anche altri progetti dell’attuale giunta, in parte retaggio di quelle passate. «Su questo aspetto le preoccupazioni si moltiplicano: l’incapacità dell'amministrazione Bergamaschi di affrontare e risolvere in tempi certi il problema del ponte di via Cadorna è un esempio pratico e concreto dell’immobilismo e della inefficacia della giunta di sinistra che governa Crema dal lontano 2012 – conclude –: non vorremmo che fosse l’ennesima ‘medaglia’ da appuntarsi sul petto senza avere, nonostante le ‘buone’ intenzioni, vere progettualità al servizio del territorio.

Un esempio da non seguire, sempre secondo il capogruppo del principale partito di opposizione, è quello dell’area della Pierina, acquisita dal Comune alla fine degli Anni ’90 per 3,2 miliardi di lire, ma è stata resa fruibile alla città dopo ben 25 anni di attesa e solo grazie ai fondi del Pnrr.

Il percorso di rigenerazione del complesso degli Stalloni ha già ottenuto l’ok da parte di Fondazione Cariplo, il che significa un contributo massimo di 1,9 milioni di euro che rientra nel bando Emblematici maggiori.

Ad esso si aggiunge la quota di 800mila euro che l’ente deve impegnare nel progetto di rilancio.

Il quadro economico della riqualificazione prevede interventi strutturali per 2,6 milioni di euro, tra restauro e risanamento degli edifici, quindi «azioni di innovazione sociale» per 578.958 euro, mirate a sviluppare servizi per i soggetti svantaggiati e percorsi di formazione.

Molteplici gli enti coinvolti.

Una parte degli Stalloni potrebbero diventare un borgo artigiano e dell’innovazione, con spazi per giovani imprenditori, grazie al progetto della Libera associazione artigiani.

L’idea è ricavarne laboratori da destinare a professionalità oggi molto ricercate nel settore.

Per diventare la nuova casa del welfare cremasco, il complesso di via Verdi dovrà migliorare anche l’accessibilità con la previsione di passaggi pedonali che colleghino il centro storico con l’interno del complesso, ad esempio verso il quartiere di Crema Nuova.

Adesso è in corso il perfezionamento del progetto esecutivo di «C.a.s.a. Stalloni – Cuore, abilità, sinergie, ambiente» così da poter poi avviare i primi lavori in corso d’anno.

Servirà poi una nuova approvazione da parte di Fondazione Cariplo, che significherà anche lo sblocco del finanziamento.

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