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LA CITTÀ SOTTERRANEA

Un rifugio antiaereo sotto gli ex Stalloni

L’appassionato e collaboratore di Bresciaunderground Alberto Tuzza ispeziona la struttura: «L’unica realizzata appositamente a Crema durante la seconda guerra mondiale»

La Provincia Redazione

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16 Gennaio 2026 - 05:25

Un rifugio antiaereo sotto gli ex Stalloni

L'ingresso ostruito dai detriti

CREMA - Il pavimento è allagato, dunque bisognerà ritornarci con un’attrezzatura adeguata, come una pompa idrovora, per liberarlo dall’acqua, ma il resto del rifugio antiaereo, risalente alla seconda guerra mondiale, è in ottimo stato.

«Era l’unico esistente in città, costruito appositamente per questo scopo. Si trova proprio sotto gli ex Stalloni di via Verdi» assicura Alberto Tuzza, appassionato di storia locale e collaboratore del gruppo di speleologi volontari Bresciaunderground, che da tempo esplora i sotterranei di Crema, in particolare quelle che erano le antiche vie d’acqua.

Nei giorni scorsi, ha effettuato un primo sopralluogo con l’aiuto di due compagni di avventura: Italo Blesi e Giorgio Cattaneo, referente del Dunas.

ingresso

«Tutti gli altri rifugi erano in genere ricavati in cantine e locali sotterranei adattati a ricovero, mentre questo è stato realizzato appositamente in cemento armato, con due entrate contrapposte dotate di pareti antischeggia. Tutto sommato è poco profondo, dal momento che la calotta superiore affiora a livello di campagna. La struttura — aggiunge — dopo 80 anni si presenta ancora in buone condizioni, a parte gli accessi che sono uno murato e l’altro ostruito da macerie».

Prima di calarsi all’interno, Tuzza si è accertato che ve ne fossero le condizioni. «Per l’ispezione, abbiamo utilizzato inizialmente una telecamera endoscopica per indagare la situazione. In un secondo tempo, liberata parzialmente una delle due entrata dai detriti, abbiamo aperto un piccolo varco che ha permesso di accedere a carponi. Purtroppo — prosegue — il pavimento del vano è attualmente allagato da acque meteoriche per una profondità di circa 30-35 centimetri e ciò ha limitato l’esplorazione. Sarà necessario tornare con stivali e un’attrezzatura adeguata».

Per riaprirlo e dunque renderlo fruibile al pubblico, non pare servano lavori molto impegnativi. «Ci sono un paio di lastre di amianto da smaltire — conclude — ma il resto dell’ambiente è in buone condizioni, basterebbe rimuovere un po’ di macerie e ovviamente asciugare il pavimento. Ne abbiamo parlato anche con il Comune, che ovviamente è a conoscenza del rifugio antiaereo. Vedremo quando gli Stalloni saranno riqualificati, per diventare la cittadella del Welfare, se si potrà arrivare a questa riapertura».

L’accesso si trova nella parte verso l’acquedotto, con una cupola di cemento armato che affiora dal terreno.

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