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I NODI DELLA VIABILITÀ

Fondi, espropri e rincari bloccano le opere chiave

Le infrastrutture al centro del confronto fra il presidente della Provincia e i sindaci dell’Alto cremasco. Dal raddoppio del ponte sull’Adda alle rotatorie: mancano milioni di euro e i Comuni chiedono risposte

Stefano Sagrestano

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stefano.sagrestano@gmail.com

21 Gennaio 2026 - 21:29

Fondi, espropri e rincari bloccano le opere chiave

PANDINO - I temi caldi delle infrastrutture della fascia dell’Alto cremasco al centro del confronto, oggi pomeriggio, 21 gennaio 2026, in sala consiglio. Il presidente provinciale Roberto Mariani ha incontrato i sindaci del sub ambito pandinese, dal padrone di casa Piergiacomo Bonaventi ai colleghi Enzo Galbiati (Spino d’Adda), Mirko Signoroni (Dovera), Marianna Patrini (vicesindaca di Rivolta), Giuseppe Dossena (Palazzo Pignano), Stefano Samarati (Agnadello) e Giuseppe Figoni (Torlino Vimercati). Si è trattato della prima tappa del tour provinciale che vedrà Mariani incontrare nelle prossime settimane tutti sindaci del territorio, sempre accompagnato dai dirigenti dei diversi settori dell’ente. «L’obiettivo è costruire un percorso di ascolto concreto e operativo, capace di raccogliere le esigenze espresse dai sindaci e dagli amministratori locali e di favorire un confronto diretto con la struttura tecnica della Provincia, in relazione alle competenze e ai servizi dell’ente» aveva annunciato Mariani alla vigilia.

Il prossimo appuntamento nel Cremasco sarà giovedì 12 febbraio in sala consiliare a Sergnano. A quella riunione parteciperanno gli amministratori comunali di Vailate, Capralba, Pieranica, Quintano, Trescore Cremasco, Casaletto Vaprio, Cremosano, Campagnola Cremasca, Pianengo, Casale Cremasco-Vidolasco, Castel Gabbiano e Camisano.

Primo punto della riunione di ieri il raddoppio del ponte sull’Adda della Paullese a Spino d’Adda. «L’esecutivo, che dovrà essere realizzato dalla ditta che vincerà l’appalto, dovrà poi tornare al ministero dell’Ambiente per la verifica conclusiva – ha annunciato Giulio Biroli, dirigente del settore Infrastrutture stradali – ma stiamo riscontrando problemi con gli espropri».

Galbiati è tornato a sollevare il caso dell’ex provinciale tra Rivolta e Spino, 7,5 chilometri declassati a comunali, con relative spese per le manutenzioni. «A suo tempo abbiamo perso il ricorso al Tar – ha ricordato – ma rimango convinto che non sia possibile che la provincia lasci sulle spalle degli enti locali questi costi enormi. Ci è stata rifilata già usurata, adesso è ulteriormente peggiorata. Scriverò ancora anche alla Regione e invito la Provincia ad interessarsi». Per il territorio di Pandino si è parlato della rotatoria di Gradella e della riqualificazione della Bergamina, che significa ampliamento. Opere che però sembrano molto remote. A Palazzo Pignano qualcosa si muove per rotatoria sulla Melotta all’altezza dell’incrocio per Torlino. Vanno trovati i 250mila euro che mancano. Nel frattempo è stata avviata la fase preliminare del procedimento con l’avviso di espropri. «Interessiamo la Regione – ha evidenziato Dossena – anche come Comune possiamo contribuire. Poi la Provincia faccia un ulteriore sforzo, da parecchi anni incassa grazie all’autovelox fisso che si trova sul nostro territorio, nel tratto della Melotta all’incrocio per Cascine Gandino».

A Rivolta d’Adda per la nuova rotatoria sulla provinciale 4 mancano 900mila euro per coprire l’opera, rispetto agli 1,9 milioni di euro di spesa. Per quanto riguarda Dovera la tangenziale ha un esubero di costi di 4,7 milioni rispetto ai 13 milioni originari del progetto. Regione in sede di bilancio si è presa l’impegno di trovare le risorse mancanti entro fine gennaio. «Mi vedrò con l’assessora alle Infrastrutture di Regione Claudia Terzi, anche per i fondi mancanti per la rotatoria di Rivolta e per quella di Palazzo Pignano-Torlino» ha commentato Mariani. Signoroni ha chiesto di partecipare. «Suggerisco – ha aggiunto – di portare avanti l’idea di un appalto integrato». La richiesta di Samarati è stata quella di prevedere anche un «piano B nel caso su queste e altre opere infrastrutturali fondamentali per il territorio non si arrivi al dunque». Patrini ha ricordato come «per noi la rotatoria sulla provinciale 4 sia fondamentale per diminuire il carico di mezzi pesanti sul paese».

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