L'ANALISI
18 Gennaio 2026 - 05:20
CREMA - I giorni più gettonati sono stati quelli a cavallo della festa di Santa Lucia, con oltre 52mila presenze, tra il 12 e il 13 dicembre in centro storico.
Con permanenza minima di 40 minuti, a dimostrazione del grande attaccamento dei cremaschi alla tradizione popolare e religiosa legata alla ricorrenza cara ai bambini.
Fondamentale, ovviamente, la presenza del mercatino organizzato dal Comune e concluso la sera del 12 e poi delle manifestazioni natalizie del sabato. Altro pienone nell’ultimo sabato pre natalizio: la corsa finale ai regali, ma anche gli eventi del programma delle festività, hanno richiamato 25.721 persone.
In generale il mese di dicembre, a livello di presenze in centro storico, inteso come l’area cittadina compresa nel perimetro delle mura venete, ha fatto registrare un più 5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Sfondata quota 600mila presenze, con 130.900 visitatori unici totali.
I numeri sono quelli resi noti ieri da Confcommercio della provincia di Cremona che, come avviene ormai da quasi un anno, analizza i flussi di visitatori in centro grazie agli Urban data. Il report restituisce un quadro positivo per il distretto urbano del commercio di Crema, confermando il ruolo centrale del periodo natalizio per la vitalità commerciale della città.
Significativo l’incremento delle visite dall’estero, che segnano un +22%. L’analisi delle fasce orarie conferma due momenti di maggiore presenza: la mattina tra le 8 e le 10 e il pomeriggio tra le 15 e le 16. La permanenza media resta prevalentemente compresa tra una e due ore, modalità che caratterizza oltre un terzo delle visite complessive.

«I dati di dicembre ci restituiscono una fotografia molto chiara dei flussi che interessano il centro di Crema — evidenzia Stefano Anceschi, direttore generale di Confcommercio della provincia di Cremona —: il bacino provinciale resta fondamentale, con arrivi soprattutto da Pandino, Castelleone e Ripalta Cremasca. Sul piano regionale emergono in modo netto Bergamo e Lodi, seguite da Milano. Mentre, a livello nazionale, si confermano presenze da Piacenza, Torino e Roma. Interessante anche il dato sui flussi internazionali, con visite in aumento da Spagna, Romania e Regno Unito. La permanenza media indica un centro frequentato in modo mirato, ma con margini di crescita».
L’osservatorio Urban data è uno strumento di analisi che utilizza dati anonimi di mobilità per monitorare flussi, provenienze e comportamenti dei visitatori nelle aree urbane.
Il progetto fa parte di un percorso promosso dal sistema Confcommercio, pensato per supportare amministrazioni e imprese nelle scelte strategiche, fornendo indicatori oggettivi utili alla programmazione e alla valorizzazione dei centri storici.
«Il centro storico di Crema continua a essere un punto di riferimento per un’area ampia e ben definita — interviene Francesco Spreafico, referente cremasco di Confcommercio della provincia di Cremona —: la forte presenza di visitatori provenienti dai comuni limitrofi e dalle province confinanti ci dice che Crema svolge un ruolo di polarità commerciale che va tutelato e rafforzato. Il fatto che una parte significativa dei visitatori si fermi mediamente tra una e due ore — prosegue — evidenzia un utilizzo del centro legato allo shopping e ai servizi, ma allo stesso tempo ci indica dove possiamo intervenire: migliorare l’attrattività complessiva, lavorare su eventi mirati, su una migliore fruibilità degli spazi e su un coordinamento più stretto tra le attività, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza».
Partire da numeri certi è importante per programmare le iniziative. «Come Confcommercio — conclude Spreafico — riteniamo fondamentale partire da questi dati per costruire azioni concrete insieme agli operatori e all’amministrazione comunale, con l’obiettivo di rendere il centro storico sempre più vivo, accessibile e competitivo, non solo nel periodo natalizio ma durante tutto l’anno. Per questo, da novembre, stiamo lavorando a un progetto di aggregazione dei commercianti e operatori del centro».
L’idea è di far rinascere, dopo cinque anni di oblio, le Botteghe del centro.
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