L'ANALISI
17 Gennaio 2026 - 16:59
CREMA - Almeno 150 persone hanno partecipato, ieri sera, all’assemblea con la giunta, ospitata nella sala teatro dell’oratorio di Santa Maria. L’ha voluta il gruppo civico, formato da residenti e nato nei mesi scorsi per segnalare i problemi di isolamento della zona a nord della città.
Ribadite le difficoltà di collegamento ciclopedonale, dopo la chiusura del passaggio a livello del viale, avvenuta oltre un anno fa, in concomitanza con l’apertura del sottopasso veicolare tra le vie Gaeta e Stazione. Sottolineati inoltre i timori per la sicurezza, specialmente nell’ultimo tratto del viale, quello più vicino ai binari, interessato da presenze «moleste».
Tutti d’accordo sul fatto che la fine del collo di bottiglia rappresentato dalle sbarre (cinque le ore giornaliere di chiusura per consentire il transito dei treni) abbia migliorato la vita a migliaia di automobilisti, ma adesso ci sono nuove difficoltà, specialmente per coloro che si spostano a piedi e in bicicletta, soprattutto le persone con disabilità o comunque mobilità ridotta.

La soluzione provvisoria, il tunnel pedonale della stazione ferroviaria, è ritenuta poco funzionale dai residenti e non lascia nemmeno tranquilli proprio per il fatto di dover passare in zone non presidiate. Inoltre l’utilizzo del sottopasso pedonale, servito da ascensori, non è sempre facile. Purtroppo gli elevatori vengono vandalizzati o sono soggetti a guasti, che poi richiedono tempi lunghi per essere riparati.
A questo proposito Daniela Martinenghi, presidente dell’Anffas e moderatrice dell’incontro, ha ricordato come negli ultimi mesi la celerità delle riparazioni da parte della società incaricata da Rfi sia migliorata. «Prima restavano ko per diverse settimane. Colpa dei pezzi di ricambio».
Il sindaco Fabio Bergamaschi, affiancato dagli assessori Cinzia Fontana (Urbanistica) e Giorgio Pagliari (Lavori pubblici) ha fatto il punto sullo stato dell’arte del progetto per il sottopasso ciclopedonale in fregio al viale: «Un impegno che ci siamo presi; è da realizzare nel più breve tempo possibile. Stiamo valutando se redigere con i nostri tecnici il progetto esecutivo o mettere in appalto anche quello, in modo che sia la ditta aggiudicataria a farlo. Il viale non potrà mai tornare quello di un tempo. Non c’è proprio modo di insistere con Rfi per riaprire il passaggio a livello a pedoni e ciclisti. Saremmo felicissimi se si potesse fare, significherebbe risparmiare cinque milioni di euro, il costo del tunnel. L’abbiamo chiesto a luglio tramite il neo assessore Pagliari. E la risposta è stata un ‘no’ che non ammette repliche».

Di fronte alle insistenze dei residenti, Bergamaschi si è detto disponibile a fare un secondo tentativo, coinvolgendo il comitato civico con i suoi referenti. «Scriviamo una lettera e torniamo da Rfi chiedendo di riaprire il passaggio ciclopedonale. Ma attenzione, non seguiamo l’impossibile con accanimento, non perdiamo mesi per organizzare questa cosa, a detrimento dell’unica soluzione al momento possibile: il nuovo sottopasso ciclopedonale. Non voglio si allunghino i tempi di realizzazione». A questo proposito il Comune punta ad avviare i lavori entro l’anno.
Il progetto definitivo illustrato ieri sera prevede un ampio tunnel, con un percorso sotterraneo di circa nove metri, che prenderà il via dall’attuale ciclabile del viale, per poi uscire al parcheggio della ‘Buca’. Per ridurre la pendenze sotto il 5%, previsto un tracciato a chiocciola. Una volta fuori dal tunnel, dunque, il percorso non sale in linea retta verso piazzale delle Rimembranze, ma fa una curva nel parcheggio, torna verso la ferrovia e raggiunge il livello strada dove ora c’è l’uscita dei bus di linea da piazzale Martiri della Libertà.
Bergamaschi ha proseguito: «Le Ferrovie, da sempre, avevano detto che non si sarebbero sedute al tavolo per realizzare il sottopasso veicolare che oggi abbiamo, senza chiudere il passaggio a livello. È una regola nazionale. Il tema adesso è accelerare il più possibile l’avvio dei lavori per quello ciclopedonale. Evidente che debba essere un’opera con una dignità paesaggistica e monumentale, consona al viale che ospita la basilica. Inoltre avrà una pendenza molto inferiore ai limiti della norma, in quanto lo vogliamo assolutamente a misura delle persone con disabilità».
Per addolcire le pendenze d’uscita su via Stazione sarà quindi a ricciolo. Tra le richieste del pubblico e i dubbi dei residenti, come risolvere l’impatto attuale delle barriere di cemento che chiudono il passaggio a livello.
In sala anche gli assessori Anastasie Musumary (Welfare) e Emanuela Nichetti (Istruzione), oltre al ‘padrone di casa’, il parroco padre Arnold Mukoso.
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