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CREMA. GLI STUDENTI IN DIFFICOLTÀ

L’assistenza in classe vale oltre 2,3 milioni

Sono 220 i giovani seguiti per 2.256 ore complessive: la Regione garantisce 530mila euro ma per il Comune la cifra da sborsare aumenta del 40% rispetto allo scorso anno di lezioni

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

17 Gennaio 2026 - 05:10

L’assistenza in classe vale oltre 2,3 milioni

CREMA - Per la prima volta dopo anni, cala il numero degli studenti che necessitano del servizio di assistenza ad personam in classe, in quanto provvisti di certificazioni per difficoltà di apprendimento o disabilità. Dai 238 del 2024-2025 sono scesi a 220, come certifica il piano di diritto allo studio recentemente approvato in consiglio comunale.

Questo, però, non significa una diminuzione dei costi a carico delle casse comunali. Il motivo sono gli aumenti contrattuali di cui, dopo anni di attesa, hanno beneficiato gli educatori di sostegno. Nel complesso, quest’anno, si toccano i 2.375.000 di euro di spesa, di cui 530mila finanziati dalla Regione e i restanti 1.845.000 in carico all’ente di piazza Duomo.

Lo stanziamento comunale per il 2024-2025 era stato di 1.310.000 euro. Ciò significa una spesa aumentata del 40%. L’ente lombardo finanzia gli interventi per gli studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali delle superiori, anche se va precisato che il supporto di Palazzo Lombardia non copre la parte organizzativa, la quale è interamente in capo al Comune.

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Il Saap per alunni e studenti certificati, in alcuni casi (quelli più gravi), viene garantito anche a casa. Sono 220 gli studenti con difficoltà iscritti alle scuole cittadine, dalle materne sino alle superiori. C’è anche un caso al nido.

Verranno garantite complessivamente 2.256 ore di assistenza. Proprio in riferimento alla presenza di 18 casi complessivi nella fascia tra gli 0 e i 6 anni, l’assessore all’Istruzione Emanuela Nichetti sottolinea l’importanza del lavoro svolto negli ultimi anni:

«Nell’ambito dei servizi per il diritto allo studio, investiamo in modo significativo sugli interventi per facilitare l’inserimento scolastico di questi alunni. Da anni, lavoriamo inoltre per giungere a una certificazione precoce, che rappresenta un vantaggio in un’ottica progettuale, in quanto consente di affiancare l’alunno fin dai primissimi anni di vita, anche all’asilo nido, al fine di intercettarne i bisogni e strutturare una risposta integrata. Questo intervento multidisciplinare, sanitario, sociale, scolastico ed educativo, se progettato e costruito precocemente attorno ai bisogni del singolo, aumenta l’autonomia e le potenzialità del bambino.

Per garantire gli interventi di inclusione, sono state inoltre individuate, in collaborazione con le aree di competenza dei servizi specialistici e delle istituzioni scolastiche, linee di indirizzo che promuovano una reale integrazione. La scelta degli operatori, qualificati nell’assistenza alle autonomie personali, avviene attraverso la procedura di accreditamento territoriale ormai consolidata.

I Servizi sociali del Comune prospettano alle famiglie degli alunni le diverse possibilità, lasciando a loro la scelta dell’ente accreditato.

«Gli stessi uffici — prosegue Nichetti — lavorano poi per predisporre il progetto educativo, che costruiscono, gestiscono e verificano in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti: famiglie, servizi specialistici, scuole ed enti accreditati. La certificazione precoce rappresenta senza dubbio un vantaggio, consentendo di investire nel servizio fin dai primissimi anni di vita dell’alunno, anche dal nido. Un utile investimento in ottica futura: con l’evoluzione del bambino, infatti, l’intervento multidisciplinare ne aumenta le potenzialità e riduce nel tempo la necessità di interventi».

Da tempo il Comune ha introdotto un modello sperimentale differente per due plessi cittadini, la primaria Braguti e la scuola dell’infanzia Franceschini.

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