L'ANALISI
08 Gennaio 2026 - 05:10
CREMA - Molti più soldi per il diritto allo studio, la cifra più alta finora mai prelevata dalle casse comunali. Lo stanziamento del Comune per il Piano per il 2026 supera infatti i 6,1 milioni di euro, contro i 5,3 dell’annata precedente.
Questo, nonostante la popolazione scolastica dall’infanzia alle medie sia scesa da 3.368 a 3.314 alunni, a causa del calo demografico. Il capitolo di spesa più oneroso, 2 milioni 187mila euro, è per l’assistenza scolastica e l’orientamento. In questa voce rientrano gli interventi volti a facilitare l’inserimento scolastico degli alunni in condizione di disabilità.
Il solo piano Saap, ricompreso nella cifra precedente, stanzia per l’anno in corso 1.845.000 euro, rispetto al milione e 310mila del 2024-2025, con un aumento di 535mila euro.
Il Comune partecipa a un tavolo di lavoro territoriale finalizzato a strutturare un nuovo modello per l’erogazione del Servizio di Assistenza alle Autonomie Personali, insieme con Comunità Sociale Cremasca, dirigenti scolastici, sindaci dell’Ambito, neuropsichiatria dell’Asst, famiglie e realtà che rappresentano gli educatori.
Gli alunni seguiti sono 220 per un totale di 2526 ore di assistenza; un anno fa erano 228, per 2.636 ore. Al lieve calo di utenza fa da contraltare l’aumento dei costi in maniera importante, per via del rinnovo del contratto nazionale degli educatori.
Il Comune garantisce inoltre un servizio di orientamento scolastico e lavorativo attraverso l’ufficio Orientagiovani. Un milione 287mila euro sono destinati al funzionamento degli asili nido comunali (l’anno scorso erano 1.057.474), 954mila euro per il funzionamento e la manutenzione dei plessi scolastici e 714mila euro per quello della scuola materna comunale, in salita rispetto ai 672.530 di un anno fa. Per i trasferimenti degli alunni e l’assistenza scolastica si spenderanno 641mila euro, per l’acquisto di beni 63.500, per il personale amministrativo dei servizi educativi 200mila, per l’arricchimento della didattica, la biblioteca, il museo e il centro Winifred 49.100 euro.
A queste cifre si aggiungono gli interessi passivi per 66.372 euro. La promozione del diritto allo studio e delle pari opportunità di educazione e istruzione riguarda i servizi per la prima infanzia (0-3 anni), le scuole dell’infanzia, le primarie e le medie. Negli asili nido ci sono un totale di 214 bambini. La popolazione scolastica per l’anno 2025-26 è invece composta come detto da 3.314 alunni: 772 frequentano le scuole per l’infanzia, 1.396 le primarie e 1.156 le medie.
L’offerta educativa per i bambini e le bambine da 3 a 36 mesi si compone di due asili nido, ai quali si aggiungono i servizi privati, che hanno una gestione completamente autonoma, ma che si relazionano con il Comune nell’ambito del Coordinamento pedagogico territoriale. L’unica scuola per l’infanzia comunale è la Iside Franceschini, gestita direttamente dall’amministrazione. A questa si affiancano le scuole dell’infanzia paritarie, alle quali il Comune eroga ogni anno un contributo per ciascun alunno residente. È previsto inoltre un contributo aggiuntivo per le scuole dell’infanzia paritarie di Santa Maria, San Bernardino e Ombriano.
Le scuole statali per l’infanzia, primarie e medie sono gestite dagli istituti comprensivi con proprio personale. Al Comune competono solo le spese di gestione delle strutture e degli edifici scolastici e la loro manutenzione ordinaria e straordinaria.
L’amministrazione comunale assicura inoltre la fornitura gratuita dei libri di testo a 1.696 alunni delle primarie per un totale di 4.343 cedole librarie, per una spesa di 60mila euro, in linea con quella dell’anno scorso. Il Comune garantisce anche i servizi di ristorazione scolastica, ai quali sono interessati 449 alunni delle scuole per l’infanzia, 1.114 alunni delle primarie e 237 delle medie. Per i trasporti scolastici il Comune spenderà 332mila euro.
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