L'ANALISI
06 Gennaio 2026 - 09:32
Il preside del Racchetti-Da Vinci, Claudio Venturelli
CREMA - «Trasformare i conflitti, che inevitabilmente sorgono in ogni classe, in occasioni di crescita per studenti, insegnanti e genitori. E come obiettivo ancora più alto, costruire un mondo di pace partendo dalle microrelazioni». Claudio Venturelli, dirigente del Racchetti‑da Vinci, sintetizza così le motivazioni che hanno spinto la sua scuola (unica statale in provincia) ad abbracciare il progetto didattico dell’associazione Rondine Cittadella della pace di Arezzo, che ha ottenuto il riconoscimento del ministero dell'Istruzione. Dall’annata di lezioni 2026-2027, l’istituto superiore attiverà una sezione Rondine in una prima del liceo scientifico.

L’iniziativa è stata deliberata dal collegio docenti e successivamente dal consiglio di istituto. La promozione del metodo Rondine è stata decisa dalla Regione e dall’Ufficio scolastico lombardo, che hanno firmato un protocollo d’intesa con l’associazione. L’accordo nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, rafforzare l’inclusione e il successo formativo degli studenti, promuovere il dialogo, la cittadinanza attiva e digitale, prevenire fenomeni di bullismo e violenza e tutte quelle situazioni che spingono i giovani a diventare inattivi. Nella Cremasco, la dispersione scolastica è al 12,23% e gli under 30 che non studiano e non lavorano sono il 22,6%; dati più alti rispetto a quelli regionali.
Le classi Rondine saranno introdotte in 26 istituti lombardi e accompagneranno docenti e studenti verso un modo nuovo di fare scuola e di essere gruppo-classe, per poter sviluppare conoscenza, responsabilità e rapporti. Questo metodo, maturato in oltre 25 anni di lavoro, è applicato al percorso formativo degli adolescenti che si trovano ad affrontare il più importante conflitto della vita: la ricerca della propria identità per diventare protagonisti della propria esistenza. I docenti verranno formati secondo il metodo specifico per la trasformazione dei conflitti e lavoreranno in uno spirito di collaborazione.

«L’idea è stata proposta da un nostro docente — spiega Venturelli —: ha trovato subito condivisione tra i colleghi. Ho quindi costituito un consiglio di classe tra chi ha dato la disponibilità e da metà mese fino a giugno, questi insegnanti verranno formati, grazie a un finanziamento regionale. I programmi delle varie materie saranno identici a quelli delle altre prime, ma verranno veicolati in maniera diversa per evitare, o per risolvere, i conflitti tra studenti e tra questi e gli adulti. Si tratta di un progetto anti dispersione, anti bullismo, anti tensione e contro i comportamenti devianti, per superare le dinamiche spiacevoli e creare benessere».
Verrà introdotta una nuova figura professionale, che è il tutor di classe, che conosce e applica il metodo Rondine, un facilitatore di relazioni offerto a studenti e docenti, per rafforzare la coesione e tenere alta la motivazione. Da una parte, le discipline ordinarie convergono armonizzandosi col resto; dall’altra, si innestano altri contenuti ed esperienze formative condotte sia in classe sia al di fuori. La scuola diventerà pratica: gli allievi potranno trasferire i contenuti appresi collegandoli all’esperienza e all’applicazione quotidiana. La classe sarà in collegamento col territorio e si prenderà cura di un soggetto o di una realtà più fragili. Oltre il normale orario scolastico, gli studenti condivideranno passioni o interessi comuni, organizzando momenti, partecipando ad attività culturali, ludiche o forme, come detto, di solidarietà.
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