L'ANALISI
02 Gennaio 2026 - 05:05
CREMA - «O ci date i telefonini, oppure... uso questo». E «questo» era il coltello sbucato dal giaccone di uno dei tre giovani, che hanno affrontato due quattordicenni martedì sera, 30 dicembre 2025, in via Mercato.
Non era tardi, all’incirca le 23. E soprattutto è accaduto a cinque minuti di strada dal cuore della movida cittadina, all’altezza delle medie Galmozzi. Gli studenti stavano accompagnando a casa, a piedi, due amiche. E non hanno avuto alternative, di fronte a quella lama puntata, se non consegnare i cellulari.
Sulle prime il terzetto, all’apparenza coetanei, aveva tentato pure di portarsi via uno dei piumini che indossavano. Ma dopo qualche istante il ‘branco’, probabilmente soddisfatto che gli apparecchi strappati di mano fossero di ultima generazione, almeno agli abiti ha rinunciato.
Tre giorni prima, era toccato a un ventiseienne tornarsene a casa senza scarpe e pure con il labbro spaccato a pugni. Chi l’ha aggredito gli aveva ordinato di svuotare le tasche, ma al ragazzo erano rimaste solo poche decine di euro. E deluso del bottino, aveva sferrato un colpo dopo l’altro, così da non lasciare dubbi sul fatto che fosse disposto a tutto, pur di racimolare qualcosa di valore. Ossia le sneakers della vittima.
Mancava poco all’alba di domenica e la zona, relativamente periferica, era deserta. Mentre martedì, come detto, è accaduto tutto in un orario in cui, con le scuole chiuse sino all’Epifania, le strade del centro sono frequentate almeno fino alla mezzanotte. Senza considerare poi che a essere presi di mira sono stato due giovanissimi e i baby-banditi avessero pure un coltello.
A digitare il numero d’emergenza 112 sono state le due amiche dei quattordicenni. La pattuglia più vicina che, in quel momento, non fosse impegnata in altri interventi, è arrivata da Soncino. E in via Mercato ha trovato i due studenti, già con i genitori accanto, avvertiti a loro volta grazie ai cellulari delle ragazze.
Almeno uno dei giovani allontanatisi coi telefonini, spiegheranno poi, sembrava di origine straniera, probabilmente magrebina. Ma saranno forse le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, sparse nei dintorni, a poter fornire qualche dettaglio in più agli investigatori.
Inutile, come prevedibile, tentare di contattare i numeri dei due apparecchi spariti: risultano irraggiungibili, spenti e pure con le sim card rimosse, in modo che l’applicazione in grado di tracciarne la posizione non indichi dove si trovino. Svelando, così, le mani nelle quali sono finiti.
Due rapine in una manciata d’ore, quindi; ma non solo. Sabato notte, sono state necessarie ben tre pattuglie dei carabinieri per calmare la decina di giovanissimi che, alle 2 e mezza, si è affrontata a calci e pugni tra piazza Garibaldi e i giardini di Porta Serio.
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