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Lunedì 19 Aprile 2021

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Le sconfitte fanno crescere: per Sinner l’unico rischio è la fretta

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luca puerari

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Non ha vinto il torneo ma è come se l’avesse fatto. Jannik Sinner, 19 anni, altoatesino di San Candido, ha perso la finale del Masters 1000 di Miami ma negli occhi degli appassionati di tennis, non solo italiani, è lui il vincitore e non il bravissimo 24enne polacco Hurkacz. Sinner non è più una promessa del tennis mondiale ma è una certezza e forse non era necessario il grande torneo di Miami per capirlo...

“Torneremo più forti”: questa la prima dichiarazione di Sinner dopo la sconfitta in finale. Tre parole che sono il manifesto della sua maturità, alla faccia della sua giovane età. “O vinco o imparo”: ecco un’altra delle frasi cult di Sinner… Se ci si pensa bene è una verità assoluta, forse anche banale, ma sentirla dire da un ragazzo fa effetto. Con queste premesse è sin troppo facile pronosticare un futuro brillante per questo giovanotto, ormai alla soglia della top 20 mondiale.

Un servizio pesante; un diritto, potente e penetrante; un rovescio, solido e preciso: queste le principali caratteristiche tecniche di Sinner. Ma il colpo migliore è la testa e la capacità di giocare al meglio nei momenti di difficoltà, magari sotto nel punteggio. Sinner ha una grande mentalità che, con l’aumentare delle partite e dell’esperienza nel circuito, non potrà che diventare più solida. Insomma, il ragazzino è già fortissimo ma si deve fare le ossa.

Il processo di crescita di questo campione inevitabilmente passerà per qualche sconfitta, qualche battuta d’arresto – magari inattesa – ma quello che conta è mantenere il focus sul bersaglio grosso, ovvero una carriera di assoluto valore tra i primi cinque del mondo con la legittima ambizione di centrare uno o più tornei del Grande slam. Dopo Panatta (Parigi 1976), il tennis italiano non ha più avuto un campione capace di vincere uno dei quattro tornei più importanti del circuito: Sinner ha tutte le carte in regola per riuscirci, indipendentemente dalla superficie. Ora deve solo completarsi come atleta e come tennista: nel giro di un paio di stagioni si vedranno i frutti di un lavoro già ottimo e portato avanti da una squadra affiatata e con le idee molto chiare. L’errore più grande sarebbe avere troppa fretta. Ma né lui né il suo team lo commetterà.

06 Aprile 2021