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Martedì 31 Marzo 2020

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A Teheran in piazza per mister Stramaccioni

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luca puerari

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Ve lo ricordate Andrea Stramaccioni? Gli appassionati di calcio sicuramente sì. In modo particolare se lo ricordano i tifosi dell'Inter perché Strama - così lo chiamano in molti - è diventato allenatore dei nerazzurri alla fine di marzo del 2012 a soli 36 anni (il più giovane mister della serie A), chiamato dal presidente Massimo Moratti a sostituire l'esonerato Claudio Ranieri. Strama non lo conosceva nessuno, era l'allenatore della Primavera nerazzurra. Conclude bene la stagione, viene confermato e inizia alla grande il campionato successivo che però finirà con risultati altalenanti. In estate l'Inter cambia tecnico (arriva Mazzarri) e molti a San Siro storcono il naso: il calcio di Stramaccioni aveva convinto molti. Strama si ferma una stagione e poi arriva la chiamata dell'Udinese. Poi un campionato in Grecia sulla panchina del Panathinaikos e l'anno successivo una esperienza allo Sparta Praga.


E poi? Il resto è storia dei nostri giorni. Il 13 giugno 2019 Stramaccioni cambia tutto e accetta una proposta totalmente diversa. Firma un contratto biennale con l'Esteghal, squadra della prima divisione iraniana. Pochi giorni fa ha rescisso il contratto per inadempienze del club, lasciando la squadra al primo posto in classifica in campionato (con il record di 8 vittorie consecutive), al terzo posto nel girone C della Champions League asiatica e ai quarti nella Coppa nazionale. 

Fin qui è la storia di uno dei tanti allenatori di calcio. Tra successi ed esoneri. Ma in questo caso c'è di più.

L’ingaggio di Stramaccioni all'Esteghal - che è un club di proprietà dello stato - era di un milione e mezzo per due stagioni, ma di quei soldi ne ha visti pochi. L’Iran è un Paese sotto sanzioni economiche internazionale e usare i normali canali bancari era impossibile. La Fifa ha giudicato sospeso il suo contratto e, di fatto, Strama non poteva più lavorare. Rischiava una squalifica. Ecco dunque la decisione di rescindere il contratto.

Ma la storia prosegue. Mentre Stramaccioni rientrava in Italia - anche grazie alla mediazione dell'ambasciata italiana - a Teheran centinaia e centinaia di persone sono scese in piazza contro il governo. I tifosi si sono schierati dalla parte dell'allenatore attaccando la dirigenza del club e il ministero dello sport che detiene la proprietà del club. Ma è successo di più. I tifosi hanno accusato il ministro dello sport Soltanifar in persona: avrebbe ostacolato qualsiasi tipo di soluzione diplomatica anche perché tifoso del Persepolis, la squadra rivale dell’Esteghlal nel campionato iraniano.

Ecco, manifestazioni di piazza per un allenatore che se ne va - come in questo caso - o che viene esonerato non le avevamo mai viste. Certo, non si può dimenticare che siamo in Iran: un Paese soggetto alle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, un Paese dove il calcio è uno sport emergente e dove l’Esteghlal è una delle due grandi squadre statali e ha un tifo sterminato. Parliamo di trenta milioni di persone in tutta l’Asia.

Una storia di sport incredibile che non è finita e che potrebbe anche riservare un finale con il colpo di scena. Stramaccioni - l'ha detto a più riprese, anche nelle ultime ore - ha preso questa decisione quasi costretto. Era primo in classifica in campionato, aveva la squadra tutta dalla sua parte, era l'idolo dei tifosi che sono scesi in piazza a suo favore, contro il governo iraniano. E se dovesse ripensarci? Strama non è scappato e se si trovasse la soluzione riprenderebbe un volo per Teheran.

11 Dicembre 2019