il network

Domenica 26 Gennaio 2020

Altre notizie da questa sezione


13 gennaio 1997

Il Pendolino della morte

Deraglia a Piacenza il Milano-Roma: 8 le vittime

Il Pendolino della morte

PIACENZA — La prima carrozza completamente  squarciata e aperta come un giocattolo rotto, con la fila dei sedili bianchi e blu ancora intatti. A pochi metri di distanza, accartocciati e irriconoscibili, i rottami del vano macchinisti. Dietro, appoggiate a terra, altre cinque carrozze del treno. A fianco i cadaveri di due passeggeri sbalzati nel tremendo urto.

Si presentava così ai primi soccorritori la zona, una lieve curva a circa 300 metri dalla stazione di Piacenza, dove attorno alle 13.30 il Pendolino in viaggio da Milano a Roma è deragliato.

Sul treno diverse centinaia di viaggiatori, fra cui l'ex presidente della Repubblica Cossiga, uscito illeso.

Dopo pochi minuti agli uomini del soccorso, arrivati con grande tempestività, è apparsa in tutta la sua evidenza la gravità dell'incidente le cui cause sono ancora un mistero.

La linea è stata subito bloccata (da Piacenza stava per partire uh treno verso Voghera che sarebbe finito sui binari cosparsi dai rottami del Pendolino) ed è cominciato il lavoro per estrarre i corpi dei morti dalle lamiere e aiutare i feriti ad uscire dai finestrini e avviarli verso le ambulanze.

Nel giro di qualche ora i cadaveri adagiati sulla banchina più vicina al treno sono stati sette, un'ottava persona è morta all'ospedale; 30 i feriti. Fra i corpi ci sono i due macchinisti del treno, due agenti di scorta ed una hostess del servizio di ristorazione. Erano tutti nelle prime due carrozze.

Quando ancora era in corso l'opera per estrarre i cadaveri hanno cominciato a circolare varie ipotesi sulle cause del disastro, comprese quelle dell'attentato e di un ostacolo messo sui binari.

Ipotesi che non hanno trovato alcun tipo di conferma. Il primo ad escluderle è stato il ministro dell' Industria Bersani, che è piacentino. Arrivato presto sul luogo dell'incidente, ha assicurato che non c'era nessun elemento per avvalorare «questa elucubrazione». Anche il procuratore Grassi, pur non escludendo alcuna ipotesi, ha affermato che non ci sono elementi per parlare di attentato.

I macchinisti del Comu e il personale delle Fs puntano l'indice contro l'azienda: «Si rischia di incorrere in un incidente: su tutti i treni», ha precisato Pinello Militi del Comu, «Avvertiamo sobbalzi e sbandamenti. Se negli anni '70 le ferrovie italiane erano le più sicure in Europa, oggi stiamo superando gli standard di incidenti a livello europeo, grazie alla filosofia dissennata dei tagli alla manutenzione, che incidono fortemente sulla sicurezza».

08 Gennaio 2020