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Domenica 26 Gennaio 2020

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9 gennaio 1953

L’indispensabilità dell’Italia nel sistema del Mediterraneo
tema obbligato delle conversazioni di Atene

L’indispensabilità dell’Italia nel sistema del Mediterraneotema obbligato delle conversazioni di Atene

Del binomio Atene e Roma si parla spesso con una espressione retorica che sta ad indicare una confluenza di civiltà. Che storicamente le cose si siano svolte diversamente e che Roma si sia preoccupata di vincere Atene per esserne a sua volta conquistata dando luogo all'altra espressione retorica di «Graecia capta ferum victorem coepit» nessuno vuol sentir parlare anche se in tempo recente, allorché il fascismo attaccò la Grecia, si risfoderarono più i motivi dell'antica rivalità e le ragioni del dissenso che non quello della solidarietà delle arti e dei progressi che di due civiltà costituirono un'unica civiltà mediterranea.

La realtà quale oggi si presenta dice che Italia la Grecia si trovano ad esercitare nel Mediterraneo due funzioni analoghe ma anche divergenti se non contrastanti: La Grecia è paese balcanico e dal punto di vista militare è la sola testa di ponte che sia rimasta agli «alleati» — chiamiamoli col vecchio nome — per una eventuale azione verso il centro d'Europa.

Questo spiega l'ostinazione con la quale l'Inghilterra a fine guerra si oppose sia ad una invasione armata dall'esterno, sia ad un colpo di stato comunista dall'interno. Le condizioni di favore fatte alla Grecia, naturalmente a danno dell'Italia con la restituzione del Dodecanneso, si spiegano a questa luce. Ad ogni, costo bisognava favorire, la resurrezione politica ed economica della Grecia. La quale appunto, ricostituita nei suoi valori politici ed economici, ha ripreso la sua funzione balcanica, su schemi che non sono né nuovi né originali, in quanto ricordano sia la «Piccola Intesa» sia I’«Intesa Balcanica».

Il viaggio di De Gasperi costituisce un avvertimento: l'Italia non ostacola alcuna unione di popoli ed è pronta a parteciparvi, ma pone come condizione un chiarimento di situazioni rispetto ai partecipi, a quello appunto col quale vi sono questioni sospese. Vedano gli altri, come si possa indurvelo, e misuri egli stesso la convenienza dei sacrifici di orgoglio che han per contropartita la sicurezza.
Sicurezza per la Jugoslavia ma anche per la Grecia e la Turchia non volendo dire per l'intero Mediterraneo.

ATENE, 8. — «Il popolo e il Governo della Grecia sono felici di ricevere oggi il Presidente del Consiglio italiano. La personalità eminente del capo politico italiano, la cui personalità è apprezzata in campo internazionale, ed il  rafforzamento dei vincoli con l'Italia, conferiscono un'importanza particolare a tale visita. Le tradizioni comuni dei due popoli e la loro finalità comune di assicurare la pace, costituiscono la garanzia di una stabile, totale e feconda collaborazione tra i due Paesi».

Questa dichiarazione, del Ministro degli Esteri greco Stephanopoulos, riflette l'ambiente di estrema cordiale simpatia con cui è stato oggi accolto De Gasperi nella sua visita ufficiale ad Atene, dove è giunto alle 12,20; in aereo, accompagnato dalla consorte e da sette personalità, ricevuto all'aeroporto dal Primo Ministro greco maresciallo Papagos, dal Ministro degli Esteri Stephanopoulos e da numerose personalità civili e militari greche e rappresentanti della ambasciata italiana. Rendeva gli onori un reparto di fanteria con la fanfara. La signora Papagos ha presentato alla signora De Gasperi un mazzo di fiori. Dopo l'esecuzione degli inni nazionali, il Presidente del Consiglio De Gasperi è stato accompagnato al palazzo Maximos, residenza degli ospiti illustri del Governo greco.

08 Gennaio 2020