L'ANALISI
02 Marzo 2026 - 21:09
CREMA - Adesso è ufficiale, il ponte di via Cadorna verrà riqualificato l’anno prossimo, quindi il cantiere comincerà in primavera e proseguirà a cavallo delle elezioni amministrative che si terranno tra circa 15 mesi. Prossimo step, previsto per aprile, l’apertura della procedura di manifestazione di interesse per le imprese, che potranno così presentare la loro offerta per l’opera di ristrutturazione. «A novembre contiamo di aver trovato l’azienda incaricata – ha annunciato in commissione Ambiente e Territorio l’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Pagliari –: a livello dei tempi di cantiere serviranno da quattro a cinque mesi di chiusura totale, comprendendo i mesi estivi, oltre ad un periodo di due o tre mesi in cui il manufatto sarà transitabile solo a senso unico. Si potrà passare in ingresso in città, ovvero arrivando da San Bernardino e Castelnuovo. Confermato il posizionamento dell’area di cantiere alla base del ponte sul lato dove oggi si trova la zona verde di proprietà di Rfi. Servirà abbattere sette piante, ma in futuro ne verranno messe a dimora almeno il doppio. Verrà attrezzata una piastra in grado di ospitare una gru marina».


La commissione è stata interrotta dopo circa un’ora per un malore che ha colpito il consigliere comunale di minoranza Simone Beretta. L’esponente di Noi moderati ha poi ripreso conoscenza ed è stato trasferito in ospedale a Crema a bordo di un’ambulanza della Croce verde di Castelleone. Il medico del 118 ha giudicato che Beretta non fosse in pericolo di vita. Concluse le operazioni di soccorso il presidente della commissione Eugenio Vailati ha ovviamente sospeso la seduta.
Prima del malore del collega, era stato ancora l’assessore Pagliari a relazionare i consiglieri componenti della commissione: «I nostri progettisti hanno lavorato velocemente: il definitivo è nelle mani dei validatori, che hanno già confermato la bontà dello studio e ci hanno chiesto una verifica sulla pila centrale del ponte per poter dare l’ok al progetto di riqualificazione strutturale». I consiglieri, in particolare Laura Zanibelli di Forza Italia e Emanuela Schiavini di Fratelli d’Italia, hanno chiesto chiarimenti in merito. La prima ha espresso preoccupazione per il possibile aumento dei costi dell’opera – al momento 5 milioni di euro – e il dilatarsi dei tempi di realizzazione, nel caso venissero riscontrati problemi in profondità, mentre Schiavini ha auspicato soluzioni più moderne, paventando per il futuro alte spese per la manutenzione.
«Saremmo tutti d’accordo – ha replicato Pagliari – ma la Sovrintendenza impone di preservare il ponte così com’è dunque non è possibile fare interventi che vadano a modificare l’aspetto attuale». Il Comune ha in corso un confronto con Aipo (Agenzia interregionale del fiume Po, ndr), dovendo svolgersi questo intervento nell’alveo del fiume. Non va dimenticato che da alcuni anni ormai il manufatto è monitorato 24 ore su 24 con sensori che, in caso di anomalie e rischi di cedimenti, segnalano immediatamente la situazione.
La variante migliorativa al progetto di rinforzo strutturale e di consolidamento era stata approvata a inizio estate 2025 e poi presentata ai residenti di Castelnuovo e San Bernardino nel corso di due assemblee pubbliche a luglio. Per arrivare al taglio di due terzi dei tempi di chiusura previsti in origine, c’era stata una lunga fase di confronto tra progettisti, Sovrintendenza di Mantova e ufficio tecnico comunale.
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