L'ANALISI
12 Febbraio 2026 - 05:15
PANDINO - Come deterrente allo spaccio di droga, in particolare nel boschetto di via della Zecca, il Comune punta sull’installazione di una rete di telecamere. A marzo si saprà se il progetto per 30 nuovi occhi elettronici, presentato lo scorso autunno, verrà finanziato dal ministero. In caso di esito positivo alcuni impianti serviranno proprio per monitorare 24 ore su 24 l’area in questione, da tempo al centro delle cronache per casi di arresti di spacciatori.
Una zona a due passi da un quartiere residenziale che negli ultimi anni si è notevolmente sviluppato, a meno di 200 metri dal centro sportivo e natatorio Blu Pandino. In via della Zecca, inoltre, ogni giorno si inoltrano decine di pandinesi a passeggio a piedi o in bicicletta, senza dimenticare chi va a correre. Insomma, pur trattandosi di una strada sicuramente periferica non si può certo definire isolata.
Il boschetto dello spaccio si trova a fianco di un rudere di una cascina, ma dirimpetto a due palazzine abitate. Poco più in là ci sono numerose villette e case a schiera. Alcuni residenti hanno segnalato alle forze dell’ordine movimenti sospetti. Una giustificata preoccupazione per la presenza davanti a casa di una zona di degrado.
Se la candidatura al bando andrà a buon fine con 30 telecamere in più verrà di fatto raddoppiato il numero di occhi elettronici in paese. Come aveva già annunciato il sindaco Piergiacomo Bonaventi, in sede di presentazione dell’iniziativa, «si andranno a coprire in toto anche frazione di Gradella e Nosadello, che al momento, sono ancora scarse dal punto di vista della dotazione strumentale». Il territorio di Pandino risulterebbe così il più videosorvegliato dell’intero Cremasco. Solo per fare un paragone, Crema, con una popolazione di 34mila abitanti, quasi quadrupla rispetto a Pandino, ha poco più di 90 telecamere.
Il nuovo regolamento per la videosorveglianza è già stato definito dal Comune. Prevede che le immagini possano essere visionati sono dagli autorizzati: gli agenti della polizia locale e il sindaco. Il materiale resta registrato per una settimana e dopo sovrascritto in automatico, vi è questo reset. Le altre forze dell’ordine, sia la polizia stradale sia i carabinieri, possono usufruire dei video solo in presenza degli incaricati del Comune.
L’area di via della Zecca, ma anche altre zone sensibili del paese, ad esempio l’anfiteatro, situato tra il plesso scolastico delle medie e quello della Casearia, o il parco di via Stella, sono da tempo oggetto di attenzione da parte dei carabinieri della stazione e della stessa polizia locale, comandata da Giuseppe Cantoni. L’attività a contrasto dello spaccio è costante, ma chiaramente non è affatto semplice cogliere sul fatto i responsabili. L’implementazione della videosorveglianza, portando a 60 le telecamere in funzione, potrebbe fornire un ausilio fondamentale, sia come deterrente, sia come mezzo di indagine in occasione di episodi legati ai furti in abitazione e ad altri crimini.
Per individuare i veicoli sospetti sono già attivi anche i varchi elettronici lungo le principali strade di comunicazione del territorio cremasco.
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