L'ANALISI
09 Febbraio 2026 - 19:14
CREMA - L’ospedale Maggiore viene ammesso nel ristretto ‘club’ lombardo delle strutture, dove la sanità fa scuola. Ossia, la rete dei Poli universitari clinico-assistenziali. E accoglierà quindi medici specializzandi che, da un lato, potranno formarsi in un centro ritenuto di caratura tale da essere funzionale alla loro preparazione, mentre sul versante della dotazione di organico dei reparti di largo Dossena affiancheranno i colleghi più anziani, con la prospettiva di poter scegliere Crema come sede di lavoro, una volta completato il loro percorso. E ciò, in una fase storica in cui la fame di camici bianchi si fa sentire da un capo all’altro del Paese.
A garantire l’opportunità è stata la delibera adottata dalla giunta regionale del governatore Attilio Fontana, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ma anche del collega delegato all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi. Il tutto, reso possibile dal protocollo d’intesa siglato dai vertici di Palazzo Lombardia coi principali atenei del comprensorio.
Nel dettaglio: Università degli studi di Milano, Milano‑Bicocca, Pavia, Brescia, Insubria, Vita‑Salute San Raffaele e Humanitas, con l’obiettivo — dichiarato — di «rafforzare l’integrazione tra attività assistenziale, didattica e ricerca».
La rete è stata ampliata includendo, oltre al Maggiore di Crema, le Asst di Lodi, Melegnano e Martesana, Rhodense, Franciacorta, Mantova, Bergamo Ovest, Bergamo Est, Valtellina e Alto Lario e Valle Olona.
«Con questo nuovo protocollo — la sottolineatura dell’assessore Bertolaso — rafforziamo in modo strutturale l’integrazione tra sistema universitario e servizio sanitario regionale, non solo estendendo la rete dei poli, ma migliorando la programmazione delle attività di formazione, assistenza e ricerca. È un passaggio fondamentale per garantire cure sempre più appropriate e, allo stesso tempo, una formazione di altissimo livello».
Un accordo — sintetizza il collega Fermi — in grado di «offrire nuove opportunità agli studenti e ai giovani medici, favorendo un apprendimento ancora più integrato con l’attività sul campo».
Da parte sua, il direttore generale dell’Azienda sociosanitaria creamsca, Alessandro Cominelli, non fa mistero della soddisfazione per quello che, a tutti gli effetti, è un riconoscimento del livello raggiunto dal Maggiore: «Il protocollo d’intesa rappresenta una reale sinergia tra il sistema sanitario e quello universitario — analizza — capace di garantire risposte qualitative ottimali su tutto il territorio lombardo. L’inserimento dell’Asst nel Polo clinico‑assistenziale dell’Università degli studi di Pavia costituisce pertanto un passaggio strategico, che consentirà anche il rafforzamento degli organici del nostro ospedale».
«Un importante risultato — la chiosa dello stesso Cominelli — che genera valore aggiunto per l’intero sistema regionale». Un giudizio, quello del manager cremasco — condiviso da Claudio Prandelli, direttore didattico della sede cittadina del corso di laurea in infermieristica — tanto da parlare di un «passaggio fondamentale per rafforzare il legame tra formazione, assistenza e territorio». Investire nella formazione — la precisazione — significa non solo garantire qualità, ma anche favorire la fidelizzazione dei futuri professionisti, rendendo il sistema sanitario locale ancora più solido, competente e vicino ai cittadini.
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