L'ANALISI
10 Febbraio 2026 - 08:14
La chiesa parrocchiale di Romanengo fasciata dalle impalcature del cantiere
ROMANENGO - Ci vuole un miracolo. E parlando di una chiesa, l’auspicio calza a pennello. Stop fuori programma ai lavori di ristrutturazione della parrocchiale. E i fedeli del paese non dovranno solo partecipare con le preghiere. Insomma, intervenire con generosità.
La chiesa dei Santi Giovanni Battista e Biagio della parrocchia romanenghese, che ricade sotto la diocesi di Cremona, attraversa una fase di attesa. Il comune conta 3.200 abitanti e dal giugno dello scorso anno è governato dal sindaco Federico Oneta (35enne). Il parroco, don Massimo Cortellazzi, ha deciso di fermare il cantiere, in attesa di tempi migliori in fatto di finanziamenti, in modo che una volta reperite le risorse aggiuntive si possa ripartire.
Il progetto ha come simbolo due mani che si toccano sopra il tetto della chiesa parrocchiale e prende il nome di ‘Proteggiamo il futuro’. Perché, come ha più volte ribadito don Cortellazzi: «Non si tratta soltanto di ridare splendore a un monumento storico, ma di esprimere concretamente la fiducia che il tetto avrà molte generazioni di fedeli da proteggere nei prossimi decenni».
Il cantiere riguarda la riqualificazione di tutte le coperture della parrocchiale. Lavori iniziati a dicembre del 2023. Dei sette stralci previsti in fase di approccio, per un costo complessivo di circa due milioni di euro, ne sono stati completati quattro spalmati su pronao, con navate est e ovest, porzione di tetto tra la navata ovest e il campanile e la cupola, per un importo superiore a un milione di euro.
La cifra per ultimare quanto realizzato è stata coperta con vari contribuiti, in primis quello della Cei (Conferenza episcopale italiana) di 410mila euro. E ancora con 217mila euro frutto di iniziative parrocchiali, per finire con i 400mila euro legati all’accensione di un mutuo. Adesso, dunque, arriva la parte più complessa, ossia recuperare la somma restante all’impegno di spesa, che giocoforza dovrà necessariamente gravare solo sul bilancio parrocchiale e non è un elemento di poco conto.
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