L'ANALISI
06 Febbraio 2026 - 05:20
I lavori avviati da Rfi
CREMA - «Basterebbe installare un cancello pedonale, che si apra e si chiuda come se fosse un passaggio a livello, in base ovviamente al transito dei treni. Siamo pronti alla mobilitazione, alla raccolta firme, a organizzare una manifestazione a maggio, a incontrare Rfi, Comune, politici e amministratori del Cremasco, oltre alla Sovrintendenza. La vertenza sarà molto lunga, ma siamo convinti che il passaggio a livello del viale di Santa Maria possa essere riaperto per ciclisti e pedoni».

Gregorio Zucchetti, Mario Doldi e Edoardo Edallo, in rappresentanza del comitato ‘Salviamo il viale storico di Santa Maria della Croce’, hanno lanciato ieri mattina la loro campagna nel corso di un incontro con la stampa promosso alla Casa del Pellegrino.
A nome dei 22 componenti del neonato gruppo di cittadini, chiedono anche una soluzione leggera a chiusura del passaggio a livello veicolare. Insomma niente barriere impattanti che vadano a compromettere il viale a livello urbanistico e paesaggistico.
Proprio in questi giorni, però, sono cominciati i lavori voluti da Rfi per la costruzione dei muri definitivi sull’ex passaggio a livello come condiviso con Comune e Sovrintendenza.
«La Sovrintendenza può avere la forza di obbligare Rfi a rivedere la chiusura totale del passaggio a livello – sostengono dal comitato –: va bene toglierli per ragioni di sicurezza e per velocizzare il traffico dei treni ma il caso in questione è molto particolare. Si tratta di un viale storico con una basilica seicentesca, interrompere il cono visuale non va bene. Poi pensiamo alle esigenze del quartiere, soprattutto famiglie con i bambini e anziani. Il sottopasso ciclo pedonale che vuole costruire il Comune, oltre a costare 5 milioni di euro, rischia di diventare terra di nessuno, soprattutto nelle ore serali e notturne».
Il comitato è per un no senza appello a quest’opera che l’amministrazione vorrebbe far partire tra un anno.
Dal canto suo Doldi ha evidenziato come «nel 2024 Rfi abbia evitato di eliminare un centinaio di passaggi a livello, ma applicato tecnologie per mantenerli tali, garantendone la sicurezza al 100 per cento. La legge approvata nel 2025 autorizza questa soluzione laddove ci siano sbarre ineliminabili per questioni a livello locale. Vogliamo fare tutte le pressioni possibili su Rfi forti delle tecnologie disponibili, per fare in modo che si possa riaprire il passaggio ciclo pedonale. Sarà un confronto lungo, ma il sostegno che sentiamo da parte della gente del quartiere e del resto della città comporta il nostro obbligo di proseguire in questa direzione».
Nel quartiere c’è però anche un’altra voce, quella dei fondatori del Gruppo civico del viale di Santa Maria, che vogliono la realizzazione del sottopasso ciclo pedonale sotto la ferrovia e hanno preso atto, dopo la riunione con sindaco e giunta di metà gennaio, dell’impossibilità della riapertura della barriera anche solo a ciclisti e pedoni. Nei giorni scorsi il Gruppo civico aveva già preso le distanze dal neonato comitato.
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