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CREMA. I NODI DI SANTA MARIA

Il tunnel ciclopedonale allontana i due comitati

Frattura tra chi punta a riaprire il passaggio a livello e la componente che sta col Comune

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

02 Febbraio 2026 - 16:36

Il tunnel ciclopedonale allontana i due comitati

CREMA - Separati in casa, o meglio nel quartiere. Da una parte i fondatori del Gruppo civico del viale di Santa Maria, che vogliono la realizzazione del sottopasso ciclopedonale sotto la ferrovia; dall’altra la recente nascita di un comitato di residenti che dice «no» all’opera progettata dal Comune: un tunnel, dal costo di 5 milioni di euro e il cui cantiere potrebbe aprire i battenti entro 18 mesi.

Il Gruppo civico, oggi 2 febbraio 2026, ha preso le distanze da questa posizione e nel contempo ha ribadito come sia «evidente» l’impossibilità di riaprire il passaggio a livello a pedoni e ciclisti. Un dato più volte sottolineato, nell’incontro pubblico in oratorio di metà gennaio, dal sindaco Fabio Bergamaschi e dagli assessori Cinzia Fontana e Giorgio Pagliari.

Mentre il comitato, sostanzialmente una costola del Gruppo, non si dà per vinto. I due referenti sono Mario Doldi e Gregorio Zucchetti che annunciano: «Nei prossimi giorni, presenteremo una nostra strategia sottesa alla riapertura del viale ciclopedonale di Santa Maria della Croce, da cui si evince la nostra netta contrarietà alla realizzazione di un inutile sottopasso per pedoni e ciclisti. Con questa iniziativa, daremo voce e speranza alla stragrande maggioranza degli abitanti del quartiere, ma non solo, per quello che stanno subendo in termini di gravi disagi e sofferenze psicologiche».

Dal Gruppo civico arriva però una netta distinzione da questa linea: «Dopo la nascita di un nuovo comitato, che individua nella riapertura del transito in superficie al passaggio a livello l’unica soluzione possibile, riteniamo necessario chiarire la nostra posizione — recita una nota —: confermiamo la prosecuzione dell’attività del gruppo originario e le finalità che ne hanno motivato la nascita. La richiesta di riaprire il passaggio a livello per pedoni e ciclisti nasce da una motivazione comprensibile e condivisibile: l’attuale sottopasso veicolare (via Gaeta via Stazione, ndr) risulta scomodo, poco sicuro e difficilmente utilizzabile da chi si muova in carrozzina, da chi abbia difficoltà di deambulazione e da molte persone anziane, ma anche da chi si sposti in bicicletta e da genitori con passeggini. La mancanza di un adeguato controllo, unita a una viabilità percepita come pericolosa, rende il sottopasso una soluzione problematica per una parte ampia della cittadinanza, generando un disagio che va ben oltre le sole situazioni di fragilità».

Almeno sullo stato attuale delle cose, a Santa Maria sono tutti d’accordo, ma il Gruppo civico ammette: «Tuttavia, è necessario chiarire che la riapertura al transito ciclopedonale del passaggio a livello è stata più volte formalmente richiesta e ripetutamente negata da Rfi, che ha espresso, in modo costante, la propria indisponibilità ad autorizzare questa soluzione. Se sussisterà questo diniego, non è possibile lasciare il quartiere privo di un collegamento accessibile con il centro città. In tale scenario, la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale accessibile rappresenta l’unica alternativa concreta e praticabile, da attuare in tempi rapidi, per ridurre i disagi che si protraggono da troppo tempo».

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