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CREMA: LE NUOVE POVERTÀ

Anche pagare la mensa è sempre più uno ‘scoglio’

Aumentati del 65% in 2 anni gli insoluti per i pasti a scuola, il Comune: «Agevolazioni»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

05 Febbraio 2026 - 05:20

Anche pagare la mensa è sempre più uno ‘scoglio’

CREMA - Un’esplosione di mancati pagamenti della mensa scolastica. Sono sempre di più le famiglie cremasche in difficoltà tali, da non riuscire, per sopraggiunti problemi economici, come la perdita del posto di lavoro, a far fronte alla spesa quotidiana del pasti per i figli. Il Comune ha dovuto rifondere 27.850 euro alla ditta Sodexo, che si occupa della preparazione e distribuzione in tutte le scuole cittadine: dagli asili alle medie. Una cifra che fa riferimento ai pasti non pagati nell’annata scolastica 2024-2025.

Un incremento di 11mila euro in due anni, pari al 65%: nel 2022-2023 era stata di 16.865 euro, l’anno prima 15.278 euro. Si è arrivati a questa somma dopo un primo giro di solleciti da parte della stessa Sodexo e dei Servizi sociali comunali. I genitori solo ‘smemorati’ hanno provveduto a ripianare il debito, consentendo il recupero di 33.856 euro. Altre 62 famiglie, non potendo versare in una volta sola gli arretrati accumulati lo scorso anno scolastico, hanno chiesto la rateizzazione: la cifra, in questo caso, è pari a 31.336 euro.

Un altro segnale preoccupante che dà la misura del numero di nuclei in difficoltà economica. Per rientrare dei 27.850 euro, adesso toccherà al Comune avviare ulteriori pratiche di recupero. Nel predisporre gli avvisi alle famiglie, con i solleciti di pagamento, vengono ovviamente valutate le situazioni di morosità incolpevole. La refezione scolastica riguarda anche le medie, in particolare la Galmozzi di largo Partigiani d’Italia e la Claudio Abbado di Ombriano. Ogni anno, Sodexo trasmette al Comune l’importo degli insoluti per permettere agli uffici di aprire le procedure di recupero del credito.

Il contratto prevede infatti che siano le casse pubbliche a coprire la differenza, per poi recuperare il denaro mancante. I controlli incrociati permettono così di far emergere l’evasione, senza comunque escludere i bambini dal servizio mensa. Dal canto suo il Comune, già, agevola le famiglie numerose o comunque con redditi bassi, come conferma l’assessora all’Istruzione Emanuela Nichetti: «Anche per l’anno scolastico in corso abbiamo in essere la misura ‘famiglie numerose’, riconoscendo la diminuzione della quota pasto a famiglie con tre o più figli minori, con limiti di reddito ISEE fino a 17.560 euro, anche con un solo figlio iscritto al servizio ristorazione».

L'assessore Emanuela Nichetti

Sulla situazione del settore refezione scolastica, ha un ruolo anche la commissione comunale mensa, preposta soprattutto alla periodica verifica della qualità e della quantità dei pasti serviti nelle varie scuole: è composta da rappresentanti di genitori e insegnanti e da funzionari comunali. Inoltre il Comune, insieme agli istituti scolastici e alla stessa Sodexo, promuove progetti di educazione alimentare.

«Importante è anche il servizio di ristorazione scolastica realizzato in modo da sostenere l’attuazione del tempo pieno e dei modelli organizzativi — conclude Nichetti — con i rientri pomeridiani scelti dagli istituti comprensivi. Ciò favorisce una corretta educazione alimentare, nel rispetto delle direttive regionale, nazionale e comunitaria. I menù, diversificati nell’arco dell’anno, sono definiti in collaborazione con l’Agenzia per la tutela della salute Val Padana, alla quale spetta poi l’approvazione».

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