L'ANALISI
03 Febbraio 2026 - 05:25
CREMA - Un monitoraggio dell’avifauna del Parco del Serio, promosso dall’ente tramite i propri esperti. Resi noti, nei giorni scorsi, i risultati e con essi anche un report delle specie di uccelli più presenti nel tratto cremasco del fiume, dal confine tra Sergnano e Mozzanica, sino alla confluenza con l’Adda, dopo Montodine. In generale lo stato di salute delle principali aree umide del parco è buono, ma ci sono delle criticità. Nel complesso, sono state censite 67 specie di volatili. I più comuni sono gli aironi guardabuoi, poi i germani reali e le gallinelle. Si trovano anche cormorani, gabbiani (compresi quelli reali) e specie come l’ibis sacro.
Le attività di monitoraggio sono state condotte da Jacopo Barchiesi e Giuditta Corno. «Lo studio si è concentrato — sottolineano i ricercatori — su zone oggetto di interventi di ripristino ambientale, oltre che sulle due riserve naturali incluse nel territorio. L’obiettivo è stato di approfondire la conoscenza dell’avifauna in contesti in fase di rinaturalizzazione, fornendo dati utili per la valutazione dell’efficacia delle azioni di tutela e di gestione in atto, da parte dell’ente».

Nel territorio comunale di Castel Gabbiano, è stata considerata l’area di forestazione denominata ‘Arco blu’, risalente a tre anni fa e purtroppo interessata da un incendio nel 2024. Lungo il confine orientale di questa zona, sono state messe a dimora circa 50 nuove piante. Proseguendo verso sud, il monitoraggio ha interessato un’area nel territorio di Sergnano. Il parco vorrebbe mantenerla a prato umido, un habitat idoneo per uccelli e altre specie legate agli ambienti palustri, ma attualmente risulta asciutta.

A sud della riserva Palata del Menasciutto, nel territorio di Crema, è stata inclusa l’area del Meandro verde, interessata da interventi di ripristino e riforestazione avviati da circa quattro anni. Sembra che il progetto stia dando ottimi risultati per l’incremento della biodiversità, inclusa quella avifaunistica. Sempre nel territorio cittadino, il monitoraggio ha coinvolto l’area tra il lascito Chiappa e il Bosco del liceo.
«Anche questi due siti — spiegano gli esperti — sono oggetto di interventi di riqualificazione ecologica, rappresentativi di habitat semi-naturali idonei per specie di uccelli forestali e di sottobosco. All’ingresso del lascito c’è una zona originariamente prativa, attualmente in fase di rimboschimento a causa dell’avanzata di specie arbustive. Servono interventi di gestione mirati al mantenimento di uno spazio aperto a prato incolto. Il parco dovrà dunque programmare lavori in merito, con una serie di sfalci. In questo modo verrà preservato un habitat idoneo per gli uccelli, che vivono negli ambienti agricoli aperti.
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