L'ANALISI
02 Febbraio 2026 - 16:18
SPINO D’ADDA - Due Comuni uniti per chiedere alla Regione fondi per riqualificare la ex provinciale 1, strada ‘groviera’ nel tratto di quasi otto chilometri tra il paese e Rivolta d’Adda.
Dal declassamento a comunale, deciso negli anni scorsi dalla Provincia e contro il quale il Comune di Spino aveva anche fatto ricorso al Tar perdendolo, l’arteria ha visto ulteriormente peggiorare le proprie condizioni, già non ottimali.
Nel corso dell’inverno si sono formate large scanalature, ormai più simili a buche, nella fascia centrale della carreggiata, soprattutto nel tratto nel territorio rivoltano.
Ovviamente le amministrazioni non hanno fondi per rifare l’asfalto, con costi di milioni di euro. E di qui la lettera, firmata dal sindaco Enzo Galbiati e dal vicesindaco rivoltano Marianna Patrini.
«Non siamo in grado di poter affrontare una spesa così rilevante e per garantire la sicurezza degli utenti che percorrono la strada — evidenziano — chiediamo che gli enti sovracomunali provvedano alla riqualificazione».
Ottenere un simile risultato garantirebbe, per diversi anni, la tenuta dell’asfalto e dunque la sicurezza della circolazione, mettendo inoltre al riparo i Comuni da cause legali in caso di incidenti stradali.
Le due amministrazioni non lasciano nulla di intentato, anche per un ritorno al passato. La lettera indirizzata a Regione, Provincia e prefettura avanza infatti una formale istanza di riesame e annullamento del provvedimento relativo al declassamento a strada comunale del tratto della provinciale 1 compreso tra i Comuni di Rivolta d’Adda e Spino.
Galbiati e Patrini ricordano, infine, che la strada ha una rilevanza interprovinciale, incompatibile con l’attribuzione a rete viaria di competenza comunale. Costituisce un asse strategico di connessione tra le province di Bergamo, Cremona e Lodi, percorso dai pullman del trasporto pubblico che collegano Treviglio, Rivolta, Spino, Boffalora e Lodi. Riveste un ruolo essenziale per la mobilità scolastica, lavorativa e residenziale. Non dimentichiamo — l’ulteriore passaggio — il traffico pesante, a servizio di insediamenti produttivi e agricoli.
Infine le connessioni infrastrutturali: un nodo di collegamento diretto tra due arterie primarie, la Rivoltana e la Paullese, che ne garantisce la continuità funzionale all’interno del reticolo viario regionale.
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