L'ANALISI
29 Gennaio 2026 - 16:30
CREMA - Nel Cremasco ogni anno la parola cancro entra nella vita di circa mille persone. Mille nuove diagnosi che raccontano una battaglia quotidiana fatta di cure e – sempre più spesso – di possibilità concrete di guarigione. In occasione della Giornata mondiale della lotta contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio, l’Asst di Crema accende i riflettori su prevenzione e diagnosi precoce, armi decisive per ridurre l’impatto delle patologie oncologiche.
La sanità pubblica gioca la partita più importante prima della comparsa dei sintomi. Per questo mercoledì, al centro vaccinale dell’ospedale Maggiore di Crema, dalle 8.30 alle 12 e dalle 13 alle 16, le persone con patologia oncologica potranno ricevere gratuitamente e senza prenotazione le vaccinazioni antinfluenzale, anti-Covid, antipneumococcica, antimeningococcica e contro l’herpes zoster.
Nella stessa giornata, dalle 9 alle 12.30, alla Casa di comunità di via Gramsci, Ats Val Padana allestirà un info-point per la prenotazione degli screening oncologici, affiancato da personale Asst per consulenze sulla disassuefazione dal fumo e attività di promozione della salute.
Il cancro resta una delle principali cause di mortalità a livello globale. In Italia si stimano circa 390mila nuove diagnosi ogni anno. I tumori più frequenti sono quelli della mammella, colon-retto, polmone, prostata e vescica.
Nel nostro territorio, i dati del Registro Tumori di Ats Val Padana indicano valori spesso in linea con la media nazionale, con alcune eccezioni rilevanti: mammella e stomaco mostrano tassi di incidenza e mortalità più elevati.
«La parola cancro continua a evocare paura e incertezza – spiega Gianluca Tomasello, direttore della struttura complessa di Oncologia – ma oggi molte neoplasie, se diagnosticate precocemente, sono curabili o gestibili come patologie croniche». L’attenzione, avverte, non deve limitarsi alle fasce più anziane: «Per tumori come il colon-retto, in crescita costante, il rischio riguarda anche i più giovani. Negli Stati Uniti è già la prima causa di morte oncologica sotto i 50 anni».
La prevenzione resta il cardine. Quella primaria, basata su stili di vita corretti, riduce l’esposizione ai fattori di rischio: fumo, sedentarietà, sovrappeso, alimentazione scorretta e alcol restano nemici silenziosi. Accanto a questa, la prevenzione secondaria – gli screening organizzati – consente di intercettare la malattia quando è ancora invisibile. Mammografia, Pap test e Hpv test, ricerca del sangue occulto nelle feci, screening urologico: strumenti che possono fare la differenza.
«Con l’adesione agli screening – sottolinea Tomasello – la sopravvivenza a cinque anni può superare l’80-90%. La diagnosi precoce salva la vita. È una responsabilità condivisa tra sistema sanitario e cittadini».
Un concetto ribadito anche dal direttore generale dell’Asst, Alessandro Cominelli: «La prevenzione è uno degli investimenti più importanti per la salute pubblica. Significa migliorare gli esiti clinici, ridurre il peso della malattia sulle famiglie e costruire una sanità più vicina alle persone». Perché la sfida contro il cancro, oggi più che mai, si gioca prima. E riguarda tutti.
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