L'ANALISI
27 Gennaio 2026 - 05:10
Il cunicolo e le mura
CREMA - Un scoperta a tutti gli effetti, che potrebbe aprire interessanti scenari anche a livello turistico. All’origine dell’indagine un articolo pubblicato nell’ormai lontano 1999 sul quotidiano La Provincia di Crema e Cremona (scritto dallo storico cremasco Tino Moruzzi). Traendo l’ispirazione proprio da quel resoconto, Alberto Tuzza (nella foto in basso), insieme all’amico Italo Blasi, ha verificato e confermato l’esistenza di un tunnel che collega la cinta muraria del Campo di Marte, in particolare il tratto che confina con l’istituto Pacioli, con Porta Ombriano. Si sono messi all’opera nei giorni scorsi.


«Con l’ausilio di una telecamera endoscopica, abbiamo ispezionato le camere all’interno del torrione, purtroppo quasi completamente interrate. E soprattutto di una galleria che collegava il torrione alla porta, anche questa attualmente inagibile, ma dotata ancora di diverse bocche di lupo e prese d’aria che ci hanno consentito una parziale esplorazione — racconta Tuzza —: su La Provincia Moruzzi, a mio parere il maggiore esperto delle mura venete di Crema, ipotizzava la presenza di un cunicolo che collegava il torrione della Madonna nel Campo di Marte con Porta Ombriano. Poi allora non c’erano certo i mezzi tecnologici odierni per poter effettuare un’ispezione sotto le mura, a partire appunto dalle microcamere. E la sua ipotesi, effettivamente azzeccata, rimase tale».
Nel torrione Tuzza e Blasi hanno verificato la presenza di quattro vani disposti su due piani, un tempo adibiti a cannoniere. «Anche qui ci sono molti detriti che li ostruiscono — prosegue l’appassionato di storia locale, che collabora anche con il gruppo di speleologi volontari Bresciaunderground, impegnato nei mesi scorsi in ricerche sotterranee in città alla scoperta degli antichi corsi d’acqua —: la cosa interessante è stata la conferma dell’esistenza di una strada coperta, ossia una galleria ad altezza d’uomo che collegava le cannoniere alla porta, non quella attuale ma quella originale, che era in una diversa collocazione. Ci sono una serie di feritoie, ora murate, bocche di lupo, ossia condotti per aerare ed illuminare dall’alto il cunicolo e nel caso delle cannoniere, per evacuare i fumi dei cannoni. Fino agli anni ’50 del secolo scorso, quando le mura erano ancora parte della proprietà dei padri Comboniani, facendo parte del seminario, si poteva entrare all’interno del torrione e dei cunicoli, in seguito gli accessi vennero murati con del cemento».
A quanto emerso dall’indagine con le microcamere, il cunicolo si potrebbe riaprire senza grande dispendio di risorse economiche. «Si tratta solo di asportare i detriti, solo un faticoso lavoro manuale — prosegue Tuzza — naturalmente sarebbe necessario confrontarsi con la Sovrintendenza per demolire i tamponamenti degli anni Cinquanta che impediscono l’accesso, quando nel giardino si poteva entrare dalla base della torre». Per chi frequenta il Campo di Marte, le feritoie si possono vedere anche se sono murate. Sono posizionate ogni otto metri circa, a quattro metri di altezza.
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