L'ANALISI
22 Gennaio 2026 - 05:25
MONTE CREMASCO - Secondo i dati dell’archivio del dipartimento del ministero delle Finanze, sono trascorsi undici anni dall’ultimo sensibile aumento dell’addizionale comunale dell’Irpef, era il 2015 quando l’aliquota passò dallo 0,45 allo 0,75 per cento.
Adesso l’amministrazione muccese ha deciso un ritocco verso l’alto della tassa locale che i residenti devono appunto al Comune. Per quest’anno si sale dunque dallo 0,75 allo 0,8 per cento. Non ci sono scaglioni, ma solo una fascia di esenzione, di conseguenza anche chi ha un reddito molto basso paga la stessa cifra di residenti più abbienti. Fanno eccezione i cittadini che hanno un reddito inferiore ai 10mila euro annui. Sino a quella cifra, infatti, è confermato quanto già in vigore gli anni scorsi: non viene richiesto il pagamento dell’aliquota.
La decisione è stata approvata all’unanimità, dunque con il voto favorevole anche dell’opposizione, nell’ultimo consiglio comunale.
Obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Lupo Stanghellini è ovviamente quello di incrementare il gettito fiscale. Di quanto salirà l’introito, dipenderà ovviamente dai redditi di quest’anno dei residenti e si potrà calcolare con precisione in sede di bilancio consuntivo 2026, da approvare nella primavera 2027. In ogni caso, gli aumenti effettivi a carico dei cittadini saranno nell’ordine di pochi euro, al massimo qualche decina, trattandosi appunto di un ritocco verso l’alto solo dello 0,05 per cento. Per esempio, con la vecchia aliquota un residente con un reddito di 25mila euro annui pagava 187,5 euro l’anno. Con l’incremento da poco approvato ne verserà 200.
Con questo provvedimento viene raggiunto il tetto massimo dell’addizionale Irpef che la normativa concede agli enti locali di applicare. Ormai sono sempre di più i Comuni, territorio cremasco compreso, che hanno toccato il limite. Si tratta di un’inevitabile conseguenza della sempre maggiore fame di risorse per far fronte a innumerevoli incrementi di spesa pubblica, in particolare in un settore nevralgico e delicato come quello dei Servizi sociali.
Nel nuovo bilancio, non sono invece previsti aumenti per quanto riguarda le aliquote dell’Imu.
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