L'ANALISI
17 Gennaio 2026 - 17:33
RIPALTA CREMASCA - Dopo un anno e mezzo di stop, nel quale l’amministrazione si è affidata giocoforza al solo effetto deterrente delle telecamere, rimaste ben visibili ai due ingressi del paese seppur ‘innocue’, la barriera anti-Tir è pronta a tornare in funzione.
«Entro dieci giorni, necessari per gli adempimenti burocratici, firmerò l’ordinanza d’accensione, assumendo formalmente la responsabilità del settore comunale di polizia locale», rivela infatti il sindaco Aries Bonazza.
E a quel punto, non faranno più sconti i varchi che segnalano il passaggio di mezzi pesanti lungo l’asse di via Roma, vale a dire il tratto della ex statale 591 che taglia in due il paese. Non limitandosi alla semplice sorveglianza, ma immortalando le targhe dei mezzi colti in fallo. Consentendo così, un verbale di contravvenzione da 60 euro, di garantire il rispetto del divieto di transito per gli autocarri di peso superiore alle tre tonnellate e mezza, per la verità in vigore da trent’anni.
Ma che, sino al noleggio delle apparecchiature installate a Ripalta Nuova (il capoluogo), era più sulla carta che effettivo. Stante l’impossibilità, a maggior ragione ora con un singolo agente in servizio al comando della polizia locale, di garantire controlli costanti. Di qui la scelta dell’amministrazione Bonazza, sindaco al terzo mandato consecutivo, d’investire 18mila euro l’anno per assicurarsi il sistema di sorveglianza che, nell’arco d’una manciata di mesi, aveva sortito l’effetto di ridurre, in media, da duecento a una quarantina i ‘passaggi abusivi’ nel centro.
A staccare la spinta, però, è stato il timore d’incorrere in una raffica di contestazioni dei verbali, alla luce del nuovo corso del ministero delle Infrastrutture, in tema di apparecchiature per la rilevazione delle infrazioni. «Per la verità — sottolinea lo stesso leader di giunta — il nostro non è mai stato un dispositivo per il controllo della velocità. E quindi, sarebbe stato da considerare esente dalle nuove disposizioni. Ma per sicurezza, ci siamo rivolti al ministero. E sino a quando non abbiamo ricevuto una risposta, siamo rimasti fermi. Nonostante la funzione deterrente — rimarca — non sia comunque venuta meno. Certo, non si parla più delle quaranta infrazioni a cui eravamo scesi, arrivando anche a meno; ma negli ultimi mesi (le telecamere sono rimaste operative pur non ‘dispensando’ multe, ndr) non si va comunque oltre la sessantina».
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