L'ANALISI
14 Gennaio 2026 - 18:39
ROMANENGO - Folla questo pomeriggio per il funerale di Sandro Dappiè, celebrato a Borgonovo val Tidone, il paese del Piacentino dove ha origine la famiglia del 58enne, operaio alla Iltom. Non hanno voluto mancare diversi suoi colleghi di lavoro.
Dappiè, vedovo da alcuni anni, viveva da tempo in paese, nella villetta in fondo a via Ripafredda: è morto per asfissia la sera dell’Epifania, mentre cercava di spegnere le fiamme che si erano sviluppate nella mansarda, forse per il malfunzionamento di una stufa. Attorno a fratelli e sorelle, si sono stretti parenti, conoscenti, amici. Non erano presenti gli anziani genitori, il padre Vittorio 92enne e la mamma Laura 85enne.
La bara è stata portata a spalla fin dentro la Collegiata dagli amici, alcuni anche da Romanengo. Prima ancora del funerale, celebrato da don Gianni Bergomi, tante persone avevano fatto la spola con la camera ardente, allestita da martedì all’ospedale di Castel San Giovanni. Inoltre, ieri sera, era stato recitato un rosario sempre nella stessa chiesa della Collegiata. Oggi pomeriggio, al termine della cerimonia funebre la salma di Dappiè è stata cremata.
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