L'ANALISI
14 Gennaio 2026 - 05:20
CREMA - Di nuovo lì. Sempre lì. Nel cuore scoperto della città, dove le cronache tornano a battere come un martello. Piazza di Rauso, quartiere popolare. Un altro blitz antidroga, un altro nome che si aggiunge all’elenco. Un giovane di origine nordafricana, poco più che diciottenne secondo quanto risulta, è stato denunciato per spaccio dopo una perquisizione nell’alloggio popolare in cui vive. Undici grammi di hashish. Non un carico da grossista, certo. Ma abbastanza per far scattare la denuncia e, soprattutto, per accendere l’ennesima spia rossa su una zona che da tempo non dorme più sonni tranquilli.
L’operazione è scattata nel tardo pomeriggio di venerdì scorso. Un’azione mirata, coordinata dal commissariato di pubblica sicurezza diretto dal commissario capo Alessio Rocca, con il supporto delle pattuglie della polizia locale e dei carabinieri della Compagnia di Crema. Il sospetto – più che fondato – è che il blitz sia partito dopo una segnalazione o una testimonianza diretta di uno scambio di stupefacenti. Quelle scene che qui, in Piazza di Rauso, non sorprendono più nessuno.
Gli uomini in divisa sono entrati nell’appartamento e lì è spuntata la droga. Una quantità che racconta una storia semplice e complicata insieme: piccolo spaccio gestito da una microcriminalità che si muove sotto gli occhi di tutti. Una goccia, forse, in un vaso che da tempo trabocca. Perché Piazza di Rauso è ormai una bomba sociale. Non solo droga. Negli ultimi anni il repertorio dei disordini si è allargato a macchia d’olio: dal consumo smodato di protossido di azoto – le famigerate ‘bombolette’ – agli schiamazzi notturni, dalle risse ai danneggiamenti. Lo scorso luglio la polizia locale aveva respinto un carico impressionante: 160 bombole da due litri ciascuna di protossido di azoto, destinate a finire proprio qui, tra panchine e portici.
I problemi di ordine pubblico, in Piazza di Rauso, sono ormai all’ordine del giorno. La presenza delle forze dell’ordine è costante. Carabinieri, polizia di Stato, polizia locale: tutti chiamati a presidiare un quartiere di edilizia popolare che sempre più spesso diventa teatro di episodi critici. La piccola delinquenza e le bande di giovani alimentano un clima di insicurezza che pesa soprattutto sui residenti più fragili. Gli anziani, in particolare, che hanno paura anche solo di uscire di casa.
Due anni fa il consigliere comunale Ilaria Chiodo aveva cercato di lanciare un segnale concreto, regalando decine di portachiavi dotati di luce e allarme alle donne del quartiere. Un gesto simbolico, ma eloquente. Segno che la paura era già diventata parte della quotidianità. E come se non bastasse, lo scorso anno si era arrivati anche allo scontro diretto: un’aggressione ai carabinieri, durante un intervento, che aveva alzato ulteriormente il livello di allarme.
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