L'ANALISI
12 Gennaio 2026 - 19:13
Ilaria Chiodo e la piscina di via Indipendenza
CREMA - Le tariffe della piscina di via Indipendenza aumentano sensibilmente ogni anno. Per questo motivo, Ilaria Chiodo, consigliere comunale della Lista Borghetti, ha presentato oggi un’interrogazione. «Dal 2022 – afferma l’esponente di minoranza — da quando la gestione è passata a Forus, gli abbonamenti mensili sono costantemente in rialzo. Per l’abbonamento Family nel 2022 si pagavano 49,90 euro, nel 2023 si è passati a 54,90 euro, nel 2024 a 57,90 euro. Il 2025 è iniziato con una tariffa di 59,90 euro poi salita a 69,90 euro».
«A differenza del passato - continua Chiodo -, oggi non è più possibile acquistare abbonamenti in base alle attività di interesse. I 69,90 euro mensili attuali rappresentano un aumento del 40% rispetto alla tariffa in vigore nel 2022. Tutte le formule comprendono un’entrata giornaliera legata al nuovo libero, all’utilizzo della palestra o a un corso di fitness-acquafitness. A differenza del passato, oggi non è più possibile acquistare abbonamenti distinti in base alle attività di interesse».
Chiodo ricorda i contenuti del contratto in essere tra gestore e Comune: «Forus ha giustificato l’ultimo aumento con la realizzazione di importanti interventi di ammodernamento della struttura e nuovi corsi disponibili. Ora, il contratto di gestione del centro natatorio dice che su proposta motivata del concessionario, approvata dalla giunta comunale, le tariffe d’ingresso per il nuoto libero possono essere incrementate su revisione biennale in funzione dell’andamento dell’indice Istat dei prezzi al consumo, oppure per sopravvenute e comprovate circostanze, non ascrivibili all’operato del concessionario, tali da implicare, per almeno due anni consecutivi, un incremento superiore al 5% annuo dei costi di gestione o una diminuzione superiore al 5% dei ricavi. L’aumento si può giustificare in caso di interventi di manutenzione straordinaria richiesti dal Comune, ma in ogni caso è subordinato alla dimostrazione dell’impossibilità di conseguire equivalenti marginalità attraverso azioni di efficientamento della gestione».
Ma non è tutto: «Le tariffe così come i prezzi delle consumazioni al bar, dovranno essere allineati alla media praticata in altri impianti natatori, di dimensioni e caratteristiche comparabili». La consigliera prende in esame anche la qualità dei servizi: «Come dichiarato da 40 utenti, attraverso una comunicazione scritta indirizzata all’amministrazione comunale lo scorso mese di novembre, i servizi offerti non sono sempre continuativi: ad esempio, in alcune occasioni in cui le istruttrici erano assenti, i corsi sono stati annullati e durante le prime due settimane di settembre vi erano meno corsi fitness a disposizione, ma il costo dell’abbonamento è rimasto invariato. Inoltre, nella stagione invernale sembra che spesso gli spogliatoi non siano riscaldati a sufficienza. Questo, nonostante nel 2023 l’impianto natatorio abbia ottenuto un finanziamento regionale di 350mila euro, cui se ne sono aggiunti altri 131.250 comunali, per l’efficientamento energetico al fine di ridurre i consumi».
Fotografata la situazione, Chiodo avanza alcune richieste: «Vorrei avere le delibere annuali con le quali la giunta ha approvato l’aumento delle tariffe e sapere quali sono state le motivazioni che hanno portato all’approvazione. L’amministrazione ha verificato che l’aumento è stato subordinato alla dimostrazione dell’impossibilità di conseguire equivalenti marginalità attraverso azioni di efficientamento della gestione? Ritiene inoltre che i prezzi siano allineati alla media di quelli praticati presso altri impianti natatori e palestre?».
L’ultimo quesito importante riguarda l’avvenuto efficientamento energetico di cui si è detto: «Perché – conclude Chiodo - a fronte di una riduzione del costo delle utenze a carico di Forus, il Comune non si è attivato per modificare la convenzione, oppure perché il gestore non ha ridotto le tariffe, ma anzi ha continuato progressivamente ad alzarle?».
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