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CREMA: IL FRONTE SICUREZZA

Commissariato, fronte comune: pressing su Roma per agenti e sede

Comaroli: «Sì alla svolta. Lotta alle baby gang prioritaria». FdI: «Il sindaco si sveglia solo ora Mossa in prospettiva elettorale»

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

09 Gennaio 2026 - 09:32

Commissariato, fronte comune: pressing su Roma per agenti e sede

Il commissariato di Crema

CREMA - Dopo la lettera del sindaco Fabio Bergamaschi al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere il rafforzamento dell’organico del commissariato di Pubblica sicurezza e l’individuazione di una nuova sede, il fronte istituzionale sul tema sicurezza si allarga. All’iniziativa, portata avanti con l’appoggio del senatore Renato Ancorotti, si aggiunge ora l’intervento dell’onorevole della Lega Silvana Comaroli, che rivendica un lavoro già avviato e rilancia la necessità di risposte concrete.

«C’è una comunione di intenti totale sul tema della sicurezza – sottolinea la deputata – perché i nostri cittadini devono sentirsi sicuri a casa loro». Un principio che, spiega, non nasce oggi: «Mi ero già mossa lo scorso anno: avevo fatto una richiesta al sottosegretario Nicola Molteni per capire se ci fosse la possibilità di aumentare la dotazione del commissariato di Crema». Un’interlocuzione avviata nell’ambito del bando per i commissariati distaccati. «Molteni si era interessato – ricorda Comaroli – ma purtroppo la pianta organica risultava già al completo e in quel momento non si poteva fare nulla».

Silvana Comaroli

Una risposta che però non ha chiuso il dossier: «Stiamo continuando ad agire per capire se sia possibile aumentare la pianta organica e, di conseguenza, mandare più agenti sul territorio». Accanto al tema del personale, resta centrale quello logistico. «C’è anche la questione della sede del commissariato – osserva Comaroli – oggi collocata in via Macallè, con un affitto elevato».

Da qui la scelta del sindaco di attivarsi formalmente: «Giustamente Bergamaschi, anche con l’appoggio dei parlamentari, ha chiesto un incontro con il ministro Piantedosi. Io e il senatore Ancorotti solleciteremo questo incontro con il ministro o con il sottosegretario Molteni, che ha la delega specifica per la Polizia di Stato». Nel frattempo, l’attenzione resta puntata sul territorio. «Conto di vedere presto Molteni a Crema e Cremona – aggiunge -. Ho la sua promessa di un tour: potrà rendersi conto direttamente che i problemi ci sono e che il bisogno di organico è reale».

Tra le priorità indicate con chiarezza dalla parlamentare leghista, spicca il tema delle baby gang. «È una questione che va affrontata con decisione, fin da ora – avverte – perché chi non viene motivato a seguire la retta via è destinato a creare ancora più insicurezza». Da qui una posizione netta: «Serve meno permissività, se uno sbaglia, deve pagare».

In chiusura, uno sguardo alle proposte che arrivano dal territorio, come quella – caldeggiata di recente dal segretario provinciale della Lega cremasca Tiziano Filipponi — di un possibile impiego dell’esercito nell’ambito del progetto ‘Strade sicure’. «Non parliamo di militarizzazione – chiarisce Comaroli – ma qualche divisa in più non fa mai male». Un’ipotesi che, conclude, «può contribuire a rafforzare la percezione di sicurezza dei cittadini, accanto al lavoro delle Forze dell’ordine».

Giuseppe Torrisi, Giovanni De Grazia Emanuela Schiavini e Paolo Patrini 

I MELONIANI: «MOSSA DEL SINDACO IN PROSPETTIVA ELETTORALE. NOI COERENTI CON LE NOSTRE PROPOSTE»

La sicurezza torna al centro del dibattito politico cittadino e lo fa a partire da un annuncio che ha riacceso il confronto tra maggioranza e opposizione. L’intenzione del sindaco di Crema di scrivere al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere un rafforzamento dell’organico del commissariato di polizia e l’avvio di un percorso per una nuova sede più funzionale ha infatti sollevato commenti al vetriolo da parte del gruppo di Fratelli d’Italia.

I consiglieri Giovanni De Grazia, Paolo Patrini, Emanuela Schiavini e Giuseppe Torrisi spiegano di aver appreso la notizia «dalla stampa, anziché dai luoghi istituzionali deputati come la commissione Sicurezza o il Consiglio comunale», sottolineando un metodo che, a loro avviso, avrebbe caratterizzato negli anni la gestione del tema. «Da tempo – ricordano – il centrodestra cremasco mantiene alta l’attenzione sull’emergenza sicurezza, mentre l’amministrazione ha spesso richiamato dati statistici per ridimensionare il problema».

FdI chiarisce di non voler muovere accuse personali, ma rivendica una continuità di impegno: «Il rispetto per i cittadini che avvertono un crescente senso di insicurezza è fondamentale e proprio per questo la sicurezza non può essere affrontata solo in determinate fasi politiche». Da qui il riferimento alla tempistica dell’iniziativa: «A poco più di un anno dalle elezioni comunali l’attuale candidato sindaco sembra avvertire il timore della sconfitta».

Segue l’elenco, quasi notarile, dei precedenti: «Tre anni fa presentammo una mozione sulla sicurezza urbana, integrata e partecipata, insieme alla proposta di sottoscrivere il Patto locale per la sicurezza con la Prefettura di Cremona». Una proposta che, denunciano i meloniani, venne svuotata: «Caso volle che la maggioranza emendasse proprio il punto centrale: quello in cui chiedevamo di lavorare con i ministeri competenti per individuare un’area destinata a una cittadella delle Forze dell’ordine».

Un polo unico che avrebbe potuto ospitare commissariato, Polizia stradale e Guardia di finanza, «sistemati da troppo tempo in strutture vetuste, fatiscenti, di proprietà privata e con affitti onerosi a carico dello Stato». E la tematica riproposta in consiglio «si è sempre scontrata con un muro di gomma». Fino a oggi, quando «il sindaco, spogliandosi improvvisamente dei panni ideologici di una certa sinistra che teme presenze ritenute militarizzanti, prende coscienza della percezione reale di insicurezza e chiede aiuto alle istituzioni».

A fare da spartiacque, le parole del primo cittadino: «Più agenti significa più pattuglie, maggiore presenza sul territorio e quindi più sicurezza per i cittadini». Una dichiarazione che Fratelli d’Italia accoglie con una punta di amara ironia: «È quello che diciamo da tre anni chiedendo di potenziare l’organico della Polizia locale per garantire sicurezza urbana, decoro, riqualificazione delle aree degradate, prevenzione della criminalità predatoria e maggiore coesione sociale».

Nel frattempo, rivendicano i consiglieri di FdI, qualcosa si è mosso fuori da Crema. «Da realisti quali siamo – spiegano – abbiamo coinvolto il senatore Renato Ancorotti, che ha trasmesso direttamente al sottosegretario una relazione dettagliata sulle carenze attuali e future del commissariato e del distaccamento della Polizia stradale». La chiusura è quasi un armistizio istituzionale: «Registriamo positivamente la decisione del sindaco di dare finalmente attuazione a un articolo del Patto per la sicurezza urbana firmato nell’ottobre 2024 con il prefetto di Cremona, fortemente voluto da noi, sulle condizioni abitative e lavorative delle Forze dell’ordine».

Ilaria Chiodo

CHIODO: «SI INIZI DALLA POLIZIA LOCALE»

«Il sindaco Fabio Bergamaschi è passato dal dichiarare che Crema è una città sicura allo scaricare completamente la responsabilità sul ministero dell’Interno, sul prefetto e sulle Forze dell’ordine. La sicurezza non è solo una questione di ordine pubblico, ma richiede un intervento diretto dell’amministrazione comunale in diversi ambiti e l’amministrazione comunale ha un ruolo cruciale nella sua gestione. È inaccettabile che il sindaco continui a sottrarsi alle sue responsabilità, chiedendo un aumento del numero degli agenti del commissariato, quando lui non ha intenzione di aumentare quelli di polizia locale, che oggi sono soltanto 25 per l’intera città».

Ad affermarlo è Ilaria Chiodo, consigliere comunale della Lista Borghetti, che si sofferma sulle problematiche relative ad altri settori. «L’immagine della città come un ‘corpo vivo’ espressa dalla maggioranza è un concetto poetico, ma che deve tradursi in azioni concrete. Affermare che Crema è una comunità ricca di generosità è solo una parte della verità. La generosità di cui parlano gli attuali amministratori deve essere supportata da decisioni politiche e amministrative in grado di rispondere alle reali esigenze dei cittadini. Se questa visione della città non si traduce in servizi adeguati e in una pianificazione strategica, rischia di rimanere solo una bella frase, priva di contenuto».

La chiusura dell’esponente di minoranza è sul Welfare: «La solidità di un bilancio comunale non si misura solo in termini numerici, ma anche in relazione alla capacità di affrontare le sfide sociali. È vero che ci sono investimenti previsti, ma molti di questi sembrano non affrontare le criticità più urgenti, come il Welfare. Le risorse destinate ai servizi sociali devono essere aumentate, non possono essere un mero orpello di una programmazione che si limita a elencare interventi senza un reale impatto. La crescente pressione sui Servizi sociali e le emergenti fragilità sono tangibili e richiedono un investimento significativo, ciò nonostante sembra che l’amministrazione ignori questa realtà».

Nancy Pederzani

PEDERZANI: «PRIMA LA PREVENZIONE»

Nancy Pederzani, la più giovane consigliera di maggioranza, eletta nella fila del Pd, lancia un invito alle opposizioni di centrodestra, in particolare a Fratelli d'Italia, sul tema sicurezza. «Piuttosto che rivendicare questo argomento come fosse di proprietà di un partito, di Fratelli d'Italia, lavoriamo insieme, come forze politiche, sui diversi livelli istituzionali».

Per Pederzani la prevenzione resta fondamentale e in questa direzione gli investimenti fatti negli anni dalla giunta hanno raggiunto risultati. «Più istruzione, più cultura e maggiori opportunità economiche significano anche una riduzione della criminalità e una città più sicura. I dati lo confermano: a Crema, secondo il report reso noto dalla Prefettura, il tasso di criminalità è ulteriormente diminuito del 3%».

La consigliera del Pd invita ad analizzare questi numeri. «Dai dati bisogna partire, lo dico al centrodestra, prima di proclamarsi paladini della sicurezza – prosegue –: la sicurezza non è uno slogan, non è una bandiera di proprietà politica e non è un gioco: è un tema orizzontale che va affrontato con serietà, risorse e senso di responsabilità, non con la propaganda.

La nostra provincia soffre in particolare per reati legati alla violenza di genere e alle truffe agli anziani: questo dimostra che il lavoro da fare non può essere solo repressivo, ma deve essere anche culturale e preventivo». Infine, Pederzani elenca gli sforzi in questa direzione, prodotti nel corso degli ultimi anni da parte dell'amministrazione.

«Sono stati stanziati più di 2 milioni e mezzo di euro per sicurezza e ordine pubblico, rafforzando la pianta organica e gli impianti di videosorveglianza – conclude l'esponente della maggioranza –: ricordando sempre che le competenze comunali in materia di sicurezza si fermano proprio alla polizia locale, mentre il resto è responsabilità dello Stato».

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