L'ANALISI
01 Gennaio 2026 - 20:40
CREMA - «In questo primo giorno dell’anno onoriamo la Madre santissima e invochiamo la benedizione di Dio per tutto l’anno che ci sta davanti e preghiamo per la pace soffermando la nostra attenzione su questo dono».
Così il vescovo Daniele Gianotti ha aperto la messa del pontificale, celebrata in duomo. Una solennità che ha aperto il 2026 seguita da decine di fedeli.
Nelle prime file le autorità comunali del territorio, a cominciare dal sindaco Fabio Bergamaschi e dal presidente dell’Area omogenea Gianni Rossoni. Poi gli altri sindaci del Cremasco, i vertici delle forze dell’ordine e i rappresentanti delle associazioni di volontariato cattoliche e laiche.

Nell’omelia il vescovo ha ricordato il mistero dell’incarnazione «che comincia nel grembo di una giovane madre e si manifesta poi nella capanna di Betlemme».
Una celebrazione immersa nel contesto natalizio, con la liturgia che oggi ha celebrato ancora la nascita di Gesù, orientandosi però su Maria, «venerata con l’antico titolo di Madre di Dio» ha ricordato Gianotti.
«Questo titolo aiuta i credenti a rispondere alla domanda: chi è il figlio che Maria ha concepito e messo al mondo? Qual è l’identità del bambino a cui, a otto giorni dalla nascita, attraverso la circoncisione, fu posto il nome di Gesù?».
Citando la seconda lettura di San Paolo, il vescovo ha ricordato come «il bambino sia nato per noi fedeli». Per tornare alle parole di papa Leone XIV, «nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio».
Da qui la riflessione del presule sul costante calo di nascite in Italia. «Una società senza figli non cambia o piuttosto regredisce, invece di camminare verso un futuro ricco di speranza. Ce lo dice il Papa quando ricorda lo spropositato aumento delle spese militari costantemente cresciute negli ultimi 10 anni, sino ad arrivare a 2.178 miliardi dollari nel 2024».
Poi la condanna di nazionalismi, lotte armate e violenze. «Per i cristiani le strade non possono che essere altre, anche nelle consapevolezza delle tragedie di cui i cristiani si sono resi complici in diverse occasioni, come dice il Papa nel suo messaggio. La via è dimostrare che la pace è possibile».
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