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SPINO D'ADDA

Falsi carabinieri, la nonna non ci casca

Malviventi sotto casa: conoscono nomi e abitudini della famiglia. L’anziana chiama i veri militari

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

19 Dicembre 2025 - 19:25

Falsi carabinieri, la nonna non ci casca

SPINO D’ADDA - L’ennesima truffa del finto carabiniere, stavolta fortunatamente non andata a buon fine grazie alla prontezza dell’anziana presa di mira: nei giorni scorsi non si è fidata a far entrare degli estranei in casa e ha subito allertato i veri carabinieri, chiamando quelli della stazione di Pandino, competenti anche per il paese.

Impressionante, comunque, l’abilità di questi malviventi nell’essere convincenti, nel presentarsi a cospetto di anziani che spesso vivono da soli, con informazioni precise su congiunti e familiari.

Come ha raccontato la stessa signora, sapevano il nome del nipote, e della figlia, le hanno raccontato particolari della vita del ragazzo. Insomma, sono molto documentati, si affidano sicuramente ai profili social, ma per collegare il tutto non basta. Con ogni probabilità effettuano pedinamenti della vittima.

Il raggiro sventato è cominciato con la classica telefonata. «Signora buongiorno, siamo i carabinieri. Abbiamo fermato dei ladri a bordo della macchina di suo nipote».

A questo punto del racconto il finto carabiniere parla del ragazzo chiamandolo per nome: «Si trova qui in caserma e piange, dice che lui non ne sa niente, che non ha alcun collegamento con quelle persone. Abbiamo visto che è un bravo ragazzo, quindi siamo andati a casa di sua figlia (anche in questo caso il truffatore la chiama per nome, ndr), ma non abbiamo trovato oggetti rubati».

A quel punto, messa la nonna alle strette, il racconto è proseguito offrendo immediatamente una possibile via di uscita. Con voce rassicurante i finti carabinieri hanno aggiunto particolari sul «povero nipote» che «non smette di piangere» e hanno spiegato alla signora che la figlia ha detto loro di aver portato la refurtiva a casa di sua mamma. Evidente l’obiettivo: poter entrare in casa e rovistare.

«Ora noi dovremmo venire lì con diverse pattuglie e tutti se ne accorgeranno – ha detto la voce al telefono – ma se lei si affaccia al balcone, siamo già qua sotto in due. Ci mettiamo pochi minuti, saliamo, non ci facciamo notare, controlliamo tutto e liberiamo suo nipote, che si vede essere un bravo ragazzo».

Fortunatamente la nonna non ci è cascata. Ha risposto ‘picche’ e allertato i carabinieri. A quel punto i due sotto casa sua si sono dileguati.

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