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Sabato 20 Luglio 2019

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Intensità e calcio verticale più forti di Messi e Ronaldo

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luca puerari

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Quello che è successo in questa fase della Champions League ha mandato gambe all’aria qualsiasi previsione e anche un po’ la logica. Mi riferisco alle due semifinali Barcellona-Liverpool e Ajax- Tottenham.

Il Barcellona che ne prende quattro in Inghilterra dopo aver vinto 3-0 al Camp Nou è difficile pronosticarlo ma è anche un risultato che, per il modo in cui è maturato, lascia davvero straniti. Il 3-0 dell’andata era stato un risultato falso, deciso soprattutto da venti minuti di delirio tecnico-agonistico di Messi: il Liverpool avrebbe meritato almeno uno o due gol nel tabellino, se non proprio un pareggio. Ad Anfield il Barcellona è sceso in campo come se tutto fosse già deciso, come se la gara d’andata fosse stata una passeggiata. Errore gravissimo. Lo stesso che commise un anno fa nel quarto di finale contro la Roma di Di Francesco: al Camp Nou la partita era finita 4-1 e all’Olimpico i blaugrana riuscirono a prenderne tre e vennero eliminati.

Naturali due osservazioni. La prima: non è per nulla vero che dai propri errori si impara, per referenze chiedere al Barcellona e al suo allenatore Valverde che nel giro di dodici mesi sono riusciti nel capolavoro di uscire dalla Champions da favoriti dopo aver conseguito un vantaggio di tre gol nei 90’ di andata. La seconda: a calcio o si gioca di squadra o non si vince, neanche se il miglior giocatore del mondo veste la tua maglietta. Nello specifico il discorso vale per Messi e il Barcellona ma lo estenderei anche a Ronaldo e alla Juventus, uscita ancora prima dalla competizione.

Non meno clamoroso quello che è accaduto ad Amsterdam dove i fenomenali giovani dell’Ajax in pochi minuti sono invecchiati di una decina d’anni, passando dal paradiso della finale conquistata all’inferno dell’eliminazione ai danni di una squadra meno forte ma mai doma: il Tottenham.

Gli olandesi avevano vinto la partita di andata a Londra, erano in vantaggio 2-0 dopo il primo tempo della gara di ritorno ma poi ne hanno presi tre: l’ultimo al minuto 95. E allora è giusto elogiare il coraggio e la follia degli inglesi allenati dall’argentino Pochettino: ci hanno creduto fino all’ultimo, probabilmente gli unici a crederci, e hanno avuto ragione loro. L’Ajax si è specchiato nella sua bellezza e mentre si immaginava già a Madrid per la finale ha perso di vista Lucas Moura (autore di tre gol) e compagnia subendo una rimonta che resterà nella storia del calcio.

E allora viva il calcio inglese che porta in finale Liverpool e Tottenham (ma al suo posto poteva esserci il Manchester City di Guardiola) grazie a un calcio giocato con una intensità che ad oggi non ha eguali in Europa. Giocare verticale e in velocità – logicamente con buone qualità tecniche – fa la differenza. Anche se in squadra non hai Messi e Ronaldo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

09 Maggio 2019