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Cremo, tra Maga Magò e Fata Turchina: pareggio che basta, ma non rassicura

Lo 0-0 con il Verona allo Zini ci tiene a galla e preserva il margine sulla zona calda, ma lascia più dubbi che certezze. Il tifoso si chiede se davvero «non può pretendere di più», aspettando che la flessione passi o che il mercato porti nuove energie

Giovanni Ratti

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redazione@laprovincia.it

20 Gennaio 2026 - 16:04

CREMONA - Tornando a casa dallo Zini, dopo aver visto la Cremo pareggiare faticosamente col Verona, mi ronzava in testa una canzone, La Fata di Bennato. Bella canzone, ma che sembrava azzeccarci ben poco con la prestazione grigiorossa, più da Maga Magò che da Fata Turchina.

Poi però ho fatto caso che la mia testa girava in particolare intorno a un verso del testo, quello che dice ‘non puoi pretendere di più’. Ora, è vero che questo punto piccolo e brutto tiene a galla la barca grigiorossa, dato che vale l’aggancio a Toro, Parma e Sassuolo, e ripristina i sei punti di margine sulla zona scarlatta della classifica.

Ma sul serio il tifoso grigiorosso non può pretendere di più da questa squadra?

Una Cremo che dalle ultime sette partite ha spremuto tre pareggi segnando solo i due gol al Cagliari; che ultimamente tira in porta forse una volta a partita.

Chiedo scusa in anticipo per la battuta da spirito di patata, ma col Verona l’occasione più grossa è stata il palo preso da Vardy, non tirando il pallone, ma schiantandosi contro gli infissi della porta avversaria.

Ma di voglia di ridere in giro ce n’è poca. Grazie al tesoretto messo da parte nel primo quarto di campionato c’è una rendita di posizione da tutelare, ma la Cremo lo sta facendo in modo poco rassicurante. E chi le vuole bene non può che essere sulle spine.

Forse per la propria mentalità, o forse per la percezione del momento di bassa marea, col Verona Nicola ha schierato una formazione più votata a non perdere che a provare a vincere.

I tentativi offensivi si sono limitati a lanci che per essere efficaci presupponevano il ‘buco’ di un difensore avversario. E qui il Verona di Zanetti è stato bravo a sbagliare poco o niente, pur dovendo rinunciare quasi in blocco alla difesa titolare. Così, il rendimento offensivo grigiorosso si è azzerato o quasi.

Ma l’atteggiamento iperrealistico non ha nemmeno assicurato alla squadra un’adeguata tenuta difensiva, dato che come all’andata la cronaca sbatte Audero in prima pagina. Il suo duello con Giovane è stato il leit motiv della partita, dato che Emil ha negato il gol al mancino avversario in almeno tre occasioni, oltre alla parata più bella di tutte con l’avversario in fuorigioco.

Io ho due speranze.

La prima è che la squadra sia in un momento di flessione collettiva che nell’arco di una stagione può essere fisiologico. Purché non si prolunghi troppo, si capisce.

La seconda è che il club, con la proverbiale discrezione, si stia muovendo sul mercato. Adesso non voglio fare l’umenél del calciomercato, il classico pensionato che guarda gli altri lavorare criticando tutti. Però, con la classifica che ha, la Cremo dovrebbe ben avere qualche argomento per convincere anche giocatori di buon livello a salire a bordo.

Intanto ha rimesso i tacchetti in campo Michele Collocolo, un recupero di un certo peso con l’aria stagnante che circola nel centrocampo grigiorosso.

Come diceva Eduardo, ha da passà ‘a nuttata. E allora dai, portiamo pazienza. Purché per rivedere un raggio di sole non si debba aspettare primavera, mica siamo al Polo Nord.

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