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CremonaJazz all'MdV: auditorium gremito per Cammariere, Golino e Tavolazzi

Protagonisti di una serata emozionante: dichiarazione d'amore alla canzone d'autore e alla poesia

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21 Maggio 2022 - 09:29

CREMONA - Una dichiarazione d’amore al jazz, alla canzone d’autore, alla bossa e soprattutto alla poesia.

Un’altra serata da incorniciare ieri sera all’auditorium del Museo del Violino per il quarto appuntamento di CremonaJazz.

Sergio Cammariere ha presentato il suo storico repertorio (oltre a qualche straordinario estratto tratto dagli spartiti di alcuni dei suoi massimi ispiratori), in una formazione al debutto assoluto e composta da due musicisti che, da soli, giustificano ampiamente il prezzo del biglietto: Ares Tavolazzi al contrabbasso (Area, Guccini, Paolo Conte) e Alfredo Golino alla batteria (Mina, Celentano, Renato Zero).

Un trio classicamente jazz, dai pochi, pochissimi orpelli, ma capace di dipingere a colori forti e tratti decisi una tela fedelissima alle atmosfere originali dei brani del cantante, pianista e compositore di Crotone.

INGRESSO SPETTACOLARE

Cammariere sceglie infatti di esordire in una sala da concerto che - lui non ne ha certo fatto mistero - lo emoziona molto, con un classico di Keith Jarrett, My song, sublime prova pianistica che Jarrett inserì nell’omonimo album del 1978. Un battesimo che scioglie l’auditorium (ovviamente tutto esaurito), ma che è in realtà solo una carezza prima di un affondo al cuore che arriva subito con Sorella mia, quindi Nessuna è come te e Non mi lasciare qui. 

Serata calda… Mi sembra di essere avvolto in una placenta stasera. Grazie per essere qui stasera, siete un dono divino

«Serata calda… Mi sembra di essere avvolto in una placenta stasera - dice lui rivolto al pubblico e senza sapere bene da che parte guardare -. Grazie per essere qui stasera, siete un dono divino».

Il passo della scaletta non cambia, passando da appassionati ritratti di storie romantiche a infinite nostalgie che, alle parole di Cammariere, intrecciano un fraseggio pianistico ondivago, scintillante e mai quieto, che si prende abbondante metà della scena, mentre Tavolazzi e Golino macinano note con la raffinatezza e una discrezione che si trasforma in virtuosismo da protagonisti solo là dove la forma canzone lo permette. Si ascoltano Tempo perduto, La canzone dell’impossibile, Via da questo mare.

Tutti capitoli di una storia che il pubblico accoglie, a ogni attacco, come una sorpresa a lungo attesa e sperata.

Cammariere, sempre divorato da un approccio latino al pentagramma, si conferma oggi come il migliore e più solido continuatore di una tradizione italiana di cantautori in jazz che nei decenni non ha smesso di creare classici e capolavori di una canzone ancora intesa come un oggetto di altissimo artigianato. Pezzi veri, romanzi in musica. Canzoni da scrivere e scritte con cura, con il rispetto che merita tanto chi li compone quanto chi li ascolta.

GRAN FINALE IL 27 MAGGIO

Ora Cremona Jazz si avvia verso il gran finale del 27 maggio alle ore 21, con Tullio De Piscopo alla batteria, Dado Moroni al pianoforte e Aldo Zunino al contrabbasso.

Saranno loro a presentare un repertorio all’interno del quale troveranno spazio brani omaggio a Pino Daniele, ma anche celebrazione di un trio con il quale iniziò la carriera di Moroni e incontro tra due città di mare: la Genova di Dado e Aldo e la Napoli di Tullio, a cui va aggiunto un terzo luogo, senza mare e dai ritmi completamente diversi, la Milano in cui Tullio si è trasferito. Tre luoghi, tre storie che confluiscono in una musica, il jazz, che fin dalle origini è un genere ibrido, capace di accogliere e fondere esperienze diverse.

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