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L'OMICIDIO A BREMBATE DI SOPRA

Yara Gambirasio, il trailer del film in uscita su Netflix

La pellicola drammatica porta la firma del regista Marco Tullio Giordana

La Provincia Redazione

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16 Ottobre 2021 - 10:08

BREMBATE DI SOPRA - La pellicola - in uscita il prossimo 5 novembre su Netflix - racconta la storia di Yara Gambirasio. Il premiato regista Marco Tullio Giordana (La meglio gioventù') dirige un film drammatico basato su una storia vera.

L'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio sconvolge la cittadina di Brembate di Sopra. Per assicurare il colpevole alla giustizia. il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha solo un esile indizio: tracce di DNA che non servono a molto senza un database con cui metterle a confronto. 

I FATTI. Venerdì 26 novembre 2010 Yara Gambirasio, 13 anni (21 maggio 1997), residente a Brembate di Sopra, attorno alle ore 17,30 si reca presso il centro sportivo del suo paese, dove è solita allenarsi nella ginnastica ritmica. Lì rimane, secondo varie testimonianze, almeno fino alle ore 18,40 circa, dopodiché se ne perdono le tracce. Le telecamere di sorveglianza del centro sportivo sono tutte fuori uso e non risultano utili nel ricostruire i movimenti della ragazzina. Alle 18,44 il suo telefono cellulare aggancia la cella di Ponte San Pietro in via Adamello, alle 18,49 la cella di Mapello, a tre chilometri da Brembate di Sopra, e alle 18,55 la cella di Brembate di Sopra in via Ruggeri. In seguito il segnale scompare.

Il corpo di Yara viene ritrovato in modo del tutto casuale esattamente tre mesi dopo la scomparsa, il 26 febbraio 2011, da un aeromodellista in un campo aperto a Chignolo d'Isola, distante circa 10 chilometri da Brembate di Sopra in direzione sud-ovest. Vengono rilevati numerosi colpi di spranga sul corpo, un trauma cranico, una profonda ferita al collo e almeno sei ferite da arma da taglio sul corpo. Nei mesi seguenti si ipotizza che la morte sia sopraggiunta in un momento successivo all'aggressione, a causa del freddo e dell'indebolimento dovuto alle lesioni. Sul corpo non appaiono segni di violenza sessuale.

Dell'omicidio sarà accusato Massimo Giuseppe Bossetti, condannato in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo. 

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