Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CALCIO SERIE A

Nicola: "Inter squadra marziana, ma ci permette di crescere ancora"

Il tecnico grigiorosso fa i conti ancora con tante assenze: "Abbiamo lavorato su alcune intuizioni, ma serve massima concentrazione"

Ivan Ghigi

Email:

ighigi@laprovinciacr.it

31 Gennaio 2026 - 14:04

Nicola: "Inter squadra marziana, ma ci permette di crescere ancora"

Davide Nicola

CREMONA - La Cremonese in emergenza, senza mezzo centrocampo, prova a respingere l’assalto dell’Inter. Il tecnico nerazzurro Chivu, al termine dell’ultimo impegno di Champions, ha messo nel mirino proprio i grigiorossi di Davide Nicola.

«Senza troppi giri di parole - commenta Nicola - incontriamo dei marziani perché l’Inter è una squadra che gioca benissimo e ha risorse illimitate. Sappiamo bene che gara ci aspetta tra l’altro in un momento in cui attraversiamo difficoltà nel trovare soluzioni offensive. Adesso posso contare su Djuric e Maleh ma ho fuori Bondo, Payero, Collocolo e Barbieri a centrocampo, mentre in attacco sono fuori ancora Moumbagna e Sanabria. Le sfide contro big come l’Inter però possono aiutarci a costruire una mentalità vincente perché ti obbligano a stare attento al massimo. Non ho mani raggiunto un obiettivo come la salvezza senza incontrare difficoltà».

Sono arrivati dal mercato Djuric e Maleh che conosce bene.

«In questa sessione ho chiesto certe caratteristiche, se poi arrivano elementi che già conosco tanto meglio, Mancano ancora 48 ore alla chiusura della sessione e non parleremo più di questo ma so bene che adesso l’argomento va affrontato. Maleh è una mezzala sinistra dinamica e  mancina e avevamo bisogno di alternative».

Djuric aggiunge in attacco caratteristiche che mancavano?

«Per come siamo strutturati non cambia il numero di attaccanti perché conta la capacità di attaccare, ma in qualche gara la possibilità di mettere tre attaccanti arriverà. Djuric deve solo essere messo in condizione di integrarsi e giocarsi le sue chance. Non avevamo quelle caratteristiche perché lui sfrutta gli attacchi laterali e può riempire l’area in modo diverso. Ti permette di andare a prendere anche le seconde palle ed è bravo nelle sponde».

Nicola alla vigilia della gara di andata aveva detto che contro l’Inter si andava a imparare dai migliori in assoluto e il risultato (prima sconfitta dei grigiorossi per 4-1) lo aveva testimoniato. Mezzo campionato dopo come è servita quella lezione?

«Obiettivi diversi portano ad avere squadre con capacità differenti e di conseguenza a fornire prestazioni differenti. Il calcio però è bello perché se fai una bella gara organizzata e attenta con l’ambizione di misurarti si può crescere tanto e queste cose aiutano».

Tra assenze e valore dell’avversario potrebbero esserci cambi di assetto tattico?

«Il nostro modo di stare in campo è preciso e non cambio per le assenze. La squadra è stata costruita per giocare in un modo con le sue varianti e andiamo avanti così. Conta interpretare meglio alcune situazioni, ecco perché l’Inter è un test pazzesco».

Nelle ultime gare la Cremonese ha conquistato pochi punti e segnato pochissimo.  Cosa può fare un allenatore esperto in salvezze per uscire da questo momento?

«Credo che questo valga per tutte le squadre. Ci sono periodi di difficoltà per tutti. Secondo me nelle emergenze c’è la possibilità di trovare nuove intuizioni che in settimana abbiamo anche provato e lo vedrete contro l’Inter. Siamo contati, ma chi c’è ha voglia di dimostrare».

Per uscire dalla morsa dei nerazzurri sarà necessario essere precisi nel gestire palla o velocità per attaccare gli spazi?

«A noi serve tutto, sia il piede educato che la corsa ma senza andare fuori giri. In alcuni momenti per essere subito pronti devi occupare bene lo spazio perché altrimenti l’Inter riesce a fare bene tutto, quindi dovremo giocare una gara al massimo ma senza andare fuori giri».

La Cremonese va in apnea di fronte alle difficoltà: state lavorando anche sull’approccio?

«In realtà, statisticamente gli approcci sono sempre stati discreti. Chiaro che di fronte a squadre come Juventus, Inter e altre le dinamiche cambiano. Riconosciamo la qualità dell’avversario, sapendo che può accadere qualsiasi cosa. Nel ritorno hanno pesato le defezioni per essere più competitivi, ma nelle difficoltà abbiamo cercato di mostrare le nostre qualità. Dobbiamo arrivare a marzo per il rush finale in forze e quindi dobbiamo stare in piedi adesso».

L’Inter offre tante soluzioni tattiche, che Cremonese dovremo vedere? Serve più collettivo o forza individuale?

«Credo che una cosa non escluda l’altra. L’Inter è la migliore e la Cremonese deve avere l’ambizione di mostrare il suo coraggio.».

La Cremonese dà l’impressione di calare nella ripresa che spesso sono prove di occasioni.

«In passato certe cose venivano meglio ma in certe partite la qualità del fraseggio diventa difficile e la cosa non mi meraviglia. Contro il Sassuolo l di là dei primi minuti iniziali sicuramente opachi, abbiamo cambiato giocando a quattro per cercare dinamiche diverse e siamo stati più prevedibili».

Se dovesse scegliere tra grande prestazione e buon risultato che cosa vorrebbe vedere?

«Non scindo le due cose, perché quando fai la massima prestazione il risultato può arrivare. Dipende se anche gli altri riescono a fare la massima prestazione. La fortuna e la sfortuna non esistono per me».

Se dovesse fare oggi un’analisi della classifica?

«Il girone di andate ha portato punti, mentre nel ritorno abbiamo fatto un solo punto tre. Dobbiamo recuperare i giocatori perché credo che questa squadra abbia i presupposti per giocarsi salvezza. Non posso permettermi di seguire gli alti e bassi degli umori, nulla è scontato e serve un tot di punti per tagliare in traguardo. A me interessa fare massimo in ogni gara ma non mi deprimo, io mi concentro sulla settimana successiva e cerco di sorridere perché so che le cose cambieranno».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400