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BASKET SERIE A2

Juvi e Livorno, sfida tra squadre lanciate. Bechi: «Crediamo nei miracoli»

Il coach oroamaranto: «Loro sono candidati a salire di categoria ma noi non vogliamo fermarci adesso»

Ivan Ghigi

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ighigi@laprovinciacr.it

29 Gennaio 2026 - 10:52

Juvi e Livorno, sfida tra squadre lanciate. Bechi:  «Crediamo nei miracoli»

Coach Luca Bechi

CREMONA - Di fronte le due squadre più in forma del momento: Juvi Ferraroni e Livorno arrivano da cinque vittorie consecutive e sono pronte e misurarsi l’una contro l’altra sabato al PalaRadi. Se la squadra di Luca Bechi rincorre una posizione sempre più tranquilla in classifica, quella di Andrea Diana dà la caccia alla promozione diretta.

«Livorno a mio parere in questo momento è la prima candidata a salire di categoria. Arriva da cinque vittorie consecutive, ha vinto gli scontro diretti, ha tanto entusiasmo attorno e quindi servirà un miracolo per batterli, ma come si legge nel ‘Manuale del guerriero della luce’ di Paulo Coelho i miracoli a volte succedono. Noi crediamo nel miracolo, siamo in un momento di grande entusiasmo dopo i successi importanti ottenuti in casa e in trasferta con autorità e vogliamo competere contro i migliori. Livorno è una squadra completa che, già forte di un equilibrio consolidato, ha inserito Lorenzo Penna un top per la categoria. E’ rimasto fuori per infortunio qualche mese ma alla luce delle ultime prestazioni si sta riprendendo alla grande e sta tornando al suo livello. La coppia di americani formata da Woodson e Tiby è la migliore del campionato e attorno a loro ruotano tanti italiani consci del proprio ruolo. Noi abbiamo lavorato in emergenza ma questo non ci deve fermare e non ci deve distrarre da quello che dobbiamo fare. Cercheremo di colpire i punti deboli Livorno che sono pochi, ma nessuno è imbattibile».

Su cosa avete lavorato dunque?

«Più che altro abbiamo puntato a fare meglio le nostre cose, ci siamo concentrati sui dettagli difensivi per migliorare la comunicazione perché stiamo facendo bene ma non basta. Per battere i migliori occorre salire di un gradino. Senza dimenticare che dopo ci aspettano ancora    Verona, Scafati e Cividale».

Avete lavorato ancora in emergenza?

«Siamo tornati da Torino con le ossa rotte se mi passate il termine. Panni ha subito una contrattura, Allen è uscito, mentre Bartoli è fuori. Diciamo che continua l’emergenza perché va gestita una situazione particolare giorno per giorno. Monitoriamo e guardiamo chi sarà in grado di scendere in campo, ma lo sapremo solo sabato mattina».

Livorno è una squadra attrezzata, ma la Juvi è sospinta dalla voglia di vincere?

«Credo che questo momento particolare debba essere enfatizzato perché credo che nella storia della Juvi Ferraroni non si sia mai vista una striscia di successi così lunga. Siamo contenti di quello che abbiamo fatto ma dobbiamo mantenere la stessa fame e lo stesso livello perché il campionato è talmente equilibrato che se ti rilassi un attimo fai come i gamberi e vai all’indietro».

Gennaio si può definire un mese d’oro alla luce dei risultati, come lo definisce invece Bechi?

«Lo definisco il mese della raccolta, perché abbiamo seminato molto. Dicembre non è stato un mese anonimo, perché ci sono state le prestazioni che abbiamo tirato fuori anche in situazioni difficili. Voglio dire che abbiamo giocato bene ma perso: a gennaio la differenza c’è sul piano del risultato e della fiducia, quella che ti consente di trionfare anche nelle gare difficili».

Contro la Libertas Livorno sarà un match particolarmente sentito per Bechi?

«Sarà una gara speciale perché affrontare i migliori stimola sempre. Sarà una gara speciale perché vorrei che la mia squadra continuasse su questa onda che sta cavalcando e farlo insieme al nostro pubblico sarà importante. Vorrei che in campo si sentisse la sinergia con i tifosi. Io mi auguro che ci sia svolta anche a livello di pubblico: sono qua da tre anni e quando incontro tifosi cremonesi tutti mi parlano bene della Juvi ma la vedono in tv oppure l’hanno letta sui giornali. Io vorrei che venissero a vederla al palazzetto perché i ragazzi se lo meritano. Non chiedo di riempirlo, ma un cambio di passo anche da parte delle presenze sugli spalti sarebbe bellissimo e apprezzatissimo dalla squadra».

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