L'ANALISI
09 Gennaio 2026 - 20:18
Coach Luca Bechi
CREMONA - Domani alle 15, in un orario insolito per la pallacanestro ma potenzialmente carico di significato, il PalaRadi apre le porte alla sfida più impegnativa del momento: la Juvi Ferraroni Cremona ospita Brindisi, attuale capolista del campionato. Una partita che, per valore dell’avversario, contesto e momento della stagione, rappresenta un vero e proprio banco di prova per la squadra oroamaranto.
I pugliesi arrivano a Cremona forti della netta affermazione su Verona, una prova che ha ribadito la loro capacità di imporsi con continuità attraverso un mix di fisicità, profondità del roster e solidità mentale. Una squadra costruita con un obiettivo dichiarato: il ritorno nella categoria superiore.
«Parliamo di una squadra forte, completa, compatta, con un roster importante e giocatori che hanno già vinto questo campionato. Hanno due americani di primo livello come Francis e Copeland e quando sono connessi riescono a esprimere un’energia difensiva davvero al top, soprattutto nelle partite casalinghe».
La Juvi si presenta al confronto con il morale alto, grazie alla vittoria di Forlì, un successo che ha segnato un punto di svolta soprattutto sul piano mentale e difensivo.
«Ci ha dato fiducia per come è arrivata. Avevamo qualche difficoltà nella gestione dei momenti finali e direi che questo passo avanti c’è stato. Soprattutto abbiamo fatto uno sforzo difensivo importante, cosa che nelle partite precedenti non sempre riuscivamo a garantire».
«Quando non riuscivamo a segnare tendevamo a disunirci e a concedere canestri facili. A Forlì invece siamo stati bravi a tenere gli avversari lontani dal ferro, a reggere l’uno contro uno, ad andare a rimbalzo. Le sensazioni sono state tutte positive, insieme ovviamente al risultato».
Il percorso della Juvi resta però condizionato da una serie di problematiche che vanno oltre il parquet. In una stagione segnata da diversi acciacchi, anche l’ultima settimana è stata complicata: «Siamo sempre alle prese con qualche defezione, purtroppo le problematiche fisiche non ci abbandonano. Abbiamo avuto due giocatori con l’influenza e stiamo convivendo con una situazione di impianti che è davvero difficile. Quando le temperature vanno pesantemente sotto lo zero e gli impianti di riscaldamento non riescono a supportare la situazione, i giocatori ne fanno le spese».
Una criticità che Bechi non porta come alibi, ma come dato di realtà: «Mi auguro che quanto prima riescano a sistemare una situazione che sistematicamente si ripropone in questo periodo. Non è un alibi, è semplicemente un fatto che incide sulla gestione delle risorse. Il mio compito è quello di gestire il personale al meglio, ma quando ti alleni in emergenza, alla lunga questi nodi vengono al pettine».
Dal punto di vista tecnico, la chiave della sfida è chiarissima: «Contro Brindisi devi competere fisicamente. Devi essere in grado di reggere l’urto, di non farti schiacciare dalla loro energia. Questo sembra banale, ma è fondamentale. Se riesci a pareggiare la loro fisicità, allora il tuo gioco si sviluppa e mantieni fluidità. Se invece ti fai soggiogare dalla loro forza, rimani bloccato».
La prestazione di Brindisi contro Verona ha fornito indicazioni precise: «Sono stati per quaranta minuti un martello pneumatico. Difensivamente li hanno asfissiati e offensivamente hanno sempre tenuto ritmo, costringendo Verona a una partita durissima».
Bechi non crede che la capolista possa presentarsi appagata dopo l’ultima vittoria: «Hanno avuto un impatto eccezionale, ma queste sono squadre che hanno una missione e difficilmente possono prendere sotto gamba qualche partita. Noi invece avremmo bisogno di un colpo grosso che possa dare quella spinta di entusiasmo fuori dagli schemi. Ci proveremo fino alla fine».
Attenzione anche al percorso di crescita degli americani della Juvi, chiamati a misurarsi con una lega che Bechi definisce «probabilmente la più importante seconda categoria europea. Garrett in particolare non aveva mai giocato questo campionato e ha avuto bisogno di un periodo di adattamento. Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, i ragazzi stanno entrando sempre di più nel nostro modo di giocare e questo fa ben sperare».
Infine, l’appello al pubblico, in un orario che può trasformarsi in opportunità: «Le 15 sono quasi un orario calcistico, ma possono aiutare. Si finisce di pranzare, si viene al palazzetto e non si rientra tardi. Dopo una vittoria importante come quella di Forlì, sarebbe bello sentire il PalaRadi caldo».
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