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Domenica 05 Aprile 2020

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INIZIATIVE. PREMIO BERTOLETTI

Le 35 poesie finaliste si votano con il coupon

Torna il concorso organizzato da Paola Bertoletti e Paolo Taglietti in collaborazione con il quotidiano La Provincia e il Comune

La poesia più bella si vota con il coupon

CREMONA (18 febbraio 2020) - «Quelli che restano — L’abbagliante inutilità del superfluo» è il tema della tredicesima edizione del Premio Bertoletti, il concorso di poesia in ricordo di Claudio Bertoletti rivolto agli alunni degli istituti di istruzione secondaria di primo grado di Cremona. L’iniziativa è organizzata, come sempre, da Paola Bertoletti e Paolo Taglietti dell’associazione Bertoletti, in collaborazione con il Comune di Cremona e con il quotidiano La Provincia e grazie al fondamentale sostegno di Cassa Padana.

Qui sotto pubblichiamo le 35 poesie finaliste, selezionate dalla commissione fra i quasi 400 componimenti presentati dagli studenti. A mettersi in gioco, quest’anno, sono stati gli allievi di sei scuole della città: Campi, Virgilio, Anna Frank, Vida, Beata Vergine e Sacra Famiglia. E' già il momento delle votazioni: tutti i lettori possono indicare la poesia preferita sul coupon pubblicato nelle pagine del giornale La Provincia. I tagliandi, che verranno pubblicati fino a martedì 10 marzo, vanno consegnati alla sede del giornale La Provincia, in via Delle Industrie, 2. 

La cerimonia finale del Premio Bertoletti sarà a palazzo Cittanova. Ai primi tre classificati, scelti dalla giuria tecnica, andranno rispettivamente 1.000, 500 e 300 euro. E agli autori dei tre componimenti più votati mediante i coupon, invece, verrà consegnata una targa di riconoscimento. La festa di premiazione sarà scandita dall’animazione dei ragazzi de L’Officina dell’espressione – laboratorio di condivisione emotiva e cantiere di costruzione poetica, scenica e scenografica – con l’accompagnamento delle danzatrici dirette da Paola Bertoletti, docente del laboratorio insieme a Giada Generali. Le danzatrici in scena saranno Giulia Frigeri e Francesca Ruffato; le collaboratrici del progetto, invece, sono Marica Maranesi, Lucia Sorce e Monica Bassanini.

LEGGI LE 35 POESIE FINALISTE

ANNA FRANK

Guardami

Guardami, ma non ti fermare,
guardami ancora, ti lascio cercare.
Non sono solo un esercizio ben fatto,
un altro bel voto.
Dentro c’è sempre qualcosa di più,
lo vedi ?
Ti parla di me.
Stai in silenzio e prova a capire
quello che dice la voce sottile.
Ciò che sentono tutti non sempre ha valore,
io sono ciò che non fa rumore.

Caterina Albertini
Classe II A

Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

In questo periodo è frequente un pensiero
in particolare: quello per il quale solo le cose
costose possono contare,
come se quelle più economiche
siano utilmente inferiori
oppure che i soldi rendano le persone migliori;
ci sono poche persone che non si fanno abbagliare
da questo pensiero molto difficile da evitare,
quelli che restano son pochi, quindi da ascoltare,
aiutare e moralmente appoggiare;
questo pensiero non è quello essenziale,
non sarebbe sbagliato usare
qualcosa di più normale,
perché alla fine non cambia niente
basta pensare più semplicemente.                                                                                                                                 

Eva Siboni
 Classe II B

Una tecnologia avanzata

Meraviglioso, moderno, catturi la mia attenzione,
è l’unica mia preoccupazione.
Non vedo l’ora di accenderti,
non vorrei mai perderti.
In fondo mi fai perdere tanto tempo prezioso,
a volte perdo pure il riposo.
Con un semplice click/”mi piace” fai nascere
un’emozione dentro di me,
e parlo con tutti di te.
Mi illudi … penso di essere al centro dell’attenzione
di tante persone,
in realtà è solo nella mia immaginazione.
Non sono davanti alle mie persone più care,
e solo con loro vorrei dialogare.
Mi rendo conto che sono un po’ distante dalla realtà,
ma ora voglio riprendere la mia libertà.
Ora ti spengo perché lo decido io, non lo decidi tu.                                                                                                       

Gaia Bellardi
Classe 1 E

Ultimo Natale

Questo Natale ero arrabbiato,
pensavo di essere sfortunato,
un pensiero non bastava,
il superfluo mi abbagliava.

Avevo anche litigato,
cosa c’era di sbagliato ?
Mi stavo pure addormentando
davanti a tanta allegria,
per un mancato regalo
spariva la magia …

Acqua, pane, la giusta compagnia,
diffondono nelle persone calore e armonia.
A volte lo stretto indispensabile
può rendere una giornata indimenticabile.                                                                                                                   

Giovanni Zagni
Classe III A

Quelli che restano

Quando tutto sembra andar male ciò che resta
son la famiglia e gli amici sinceri,
ma nei momenti più belli in cui vorrei parlare
ci si mette il cellulare,
quello schermo è come un muro che fa diventare
il cuore duro,
eppure tutti vogliamo quello più bello,
e che sia l’ultimo modello !
Così non ci si guarda più in faccia,
e nessuno più che si abbraccia,
alcune volte penso al passato
quando nessun messaggio era inviato,
un campanello bastava suonare,
e si correva tutti a giocare,
per i bambini di un tempo,
un foglio da colorare era un mondo da inventare.
Abbiamo proprio bisogno del cellulare ?
Ciò che davvero conta è sempre nel cuore,
una mamma, un papà e un amico d’amare.                                                                                                                

Giulia Pollastri
  Classe II A

Quelli che restano
l’abbagliante inutilità del superfluo

In questa strada ora che è primavera,
passeggio sola e fiera,
ascolto la mia musica e penso,
a come certe cose non hanno senso.

Tu che segui affannosamente la moda,
sei come il cane che si morde la coda,
ruoti e perdi il senso dell’orientamento,
sbagli strada e non sei mai contento.

Ora pensa che la tua vita sia un viaggio,
per affrontarla ci vuole coraggio.
Quello che resta nei tuoi bagagli,
sono emozioni, vittorie e sbagli.

Ti ricorderai dell’amico che ti ha consolato,
della tua famiglia che ti ha sempre aiutato.
Del tuo speciale primo goal segnato,
e di quell’importante rigore sbagliato.

Resta la foto del tuo primo volo,
e di quando osservavi le barche sul molo.
Resta l’attesa dei regali di Natale
e il tuo allegro costume di carnevale.

Restano le prime note stonate,
resta l’orgoglio di averle imparate.
Restano le medaglie che hai conservato,
resta la fatica con cui hai nuotato.
Il superfluo è pericoloso ed abbagliante,
quindi inutile e non importante.
Quello che terrai nel cuore e in testa,
è ciò che per sempre ti resta.                                                                                                                                   

Letizia Montella
 Classe I A

Tornare piccolo
Lusso da uomo con
macchina ed abito all’ultima moda.
Pensiero da ricco con
splendida villa da rivista di moda.
Riflesso da denaro con
montagna di soldi e oro.

Stop !! La palla si gira.

Ritorno bambino con
la mamma ed il papà che mi stanno vicino.
Pensiero di gioia con
il migliore amico degli anni di scuola.
Riflesso da gioco con
montagne di amici, mai senza di loro.
Sentimento da grande con
desiderio di poter tutto fare.                                                                                                                                     

Pietro Perini
Classe II D

Quelli che restano
l’abbagliante inutilità del superfluo

Oggi di cose inutili ci circondiamo
che sembrano importanti
ma in realtà non lo sono.

In questo modo ci ritroviamo
a non sapere più chi siamo,
perché a seguire
la massa
un’identità non avremo
e un insieme di fotocopie diventeremo.

Se questo è il progresso
allora per un istante chiudo gli occhi
e chiedo un permesso,

chiedo il permesso di sognare,
di divertirmi e di giocare
senza computer, playstation o cellulare.                                                                                                                       

Sara Troglio
Classe II F

BEATA VERGINE

Quelli che restano

Quelli che restano.
Quelli che davanti a grandi impervie guardano il fondo e non solo la vetta.
Esatto, quelli che restano possono sembrare a prima vista non idonei alla carrozza, che si dirige verso la
nostra realtà.
Di certo, quelli che restano non si illuderanno pure loro, perché un po’ testardi lo sono.
Quelli che restano non agiscono per fama, ma per coscienza personale, profonda e non casuale.
Perché quelli che restano non sono stati scelti per caso.
Sono loro da soli ad andare avanti, di fronte a una massa di falsi problemi, che ignorano per affrontare quelli veri.        

Michele Caponi
  Classe 2 A

Quelli che restano

Quelli che restano,
indietro o avanti non importa,
sono perle rare e preziose.
Loro non si uniscono al gregge
per intraprendere vecchi cammini,
spesso conosciuti
ma terribilmente monotoni.
Come un fiume in piena che va avanti
anche quando la strada è impervia,
con la forza di volontà e il potere
della propria fantasia
scavalcando inutili recinti,
rompendo schemi invisibili, pericolosi
e soffocanti che rendono tutto piatto
e maledettamente uniforme,
ecco, essi trovano la chiave per aprire la mente
e abbandonando la tecnologia che ci rende schiavi
vedono i colori dove altri rimangono accecati
da una vita in bianco e nero.                                                                                                                                       

Rebecca Cappelli
Classe 3 A

Quelli che restano

Quelli che vogliono distinguersi
in un mare di pecore incolori come goccioline opache di nebbia,
che sembrano muoversi ma sono ferme nei loro pensieri,
non cercano la strada facile, quella più battuta
ma seguono i propri sogni
in foreste di idee inesplorate,
colorate,
dove fiori con petali di desiderio e avventure mai intraprese
li attendono
per portarli in un mondo nuovo, parallelo,
in cui la tecnologia è bandita
e l’unica via per andare avanti
è la propria fantasia.                                                                                                                                           

Riccardo Cappelli
Classe 2 A

VIDA

Quelli che restano,
l’abbagliante inutilità del superfluo

Abbagliati si può restare
se da un vetro superfluo ci si è fatti raggirare,
e se abbagliato e cieco ti vuoi dimostrare
continua a guardare
attraverso questa lastra distorta
che credi ti renda tanto speciale.
Tante sono le cose inutili a questo mondo,
ma ciò che conta è guardarle fino in fondo.
Se da questo scuro e opaco velaggio
riuscirai a non farti condizionare,
troverai una realtà che non potevi
nemmeno immaginare.                                                                                                                                              

Anna Oradini
  Classe III C

Bagliore

Un messaggio whatsapp, un selfie per Instagram,
ma ecco che un raggio si riflette sullo schermo
e mi acceca.
Distolgo lo sguardo e vedo il mondo,
persone, alberi, il Sole, profumi
e mi accorgo che questo è essenziale                                                                                                                     

Riccardo Benedusi
 Classe II A

CAMPI

Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

Che cosa resta ?
Le persone restano.
Non materialmente
restano nel cuore e ti amano per sempre.
Tornano ogni giorno
in un grande girotondo.
Portano allegria
la tristezza se ne va
quando vanno via
il ricordo rimarrà.

Che cosa resta?
Lo scrivere resta.
Nel cuore e nella mente
nei libri di un sapiente.
Resta in biblioteca
ma rimane in una teca.
Se è scritto corre solo
nell’immaginazione
se è letto prende il volo
dentro una canzone.

Non tutto resta.
anzi, quasi niente rimane.
E’ inutile vivere senza pensare.
perché se vuoi delle risposte
qualche domanda la devi fare.
Chi vive senza pensare
è come un poeta
analfabeta
come un sordo compositore
o come un cieco pittore.
Il superfluo nasconde
l’utile rivela.
L’inutile abbaglia
l’essenziale rischiara.                                                                                                                                                 

Agata Becchi
 Classe I B

Quelli che restano
Le passioni sono come colori che si uniscono in un
arcobaleno,
come un sogno che si avvera.
Le passioni sono come un mare immenso e blu,
le passioni sono quelle che restano nell’anima
e nel cuore cancellando dalla vita ogni dolore.                                                                                                           

Alessia Ciardo
 Classe I D

Quelli che restano

Tu resta,
in mezzo a queste macerie
di cuori spezzati
di vite strappate
di pregiudizi,
resta con me nonostante le apparenze
oltre le ingiustizie
i commenti della gente,
resta con me perché insieme siamo vita
e io non posso vivere se tu non ci sei
i sentimenti sono come castelli di sabbia
basta un attimo
un respiro
e tutto cade,
ma tu resta.                                                                                                                                                           

Arianna Maffini  
 Classe III D

Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

La vita
un battito di ciglia,
c’è chi la vive male,
credendo di essere felice,
ingannato dal superfluo,
un canto di sirena …
C’è chi la vive bene
guidato da un faro in mezzo alla tempesta,
non cade in balia delle sirene,
arriva a destinazione,
felice di aver seguito la via giusta …                                                                                                                         

Davide Voltini
 Classe II A

Quelli che restano

Quelli che restano sono quelli che contano
ma non contano i soldi.
Sono quelli che ti rincorrono invece di fare
un girotondo.
Sono gli amici che nei momenti bui
ti vengono a prendere con la torcia,
che ti rialzano anche quando sembra impossibile.
Pur essendo banali sono speciali.
Pur essendo “stupidi” ti aiutano e non ti illudono
perché non sono superficiali.
Quelli che restano sono come una candela
quando hai freddo.
Quelli che restano sono quelli che ti accettano.                                                                                                        

Edoardo Bassi
  Classe III A


Quelli che restano

Noi siamo i soliti
siamo fatti così
noi siamo i difficili
ma restiamo qui.
Volevano mandarci via
con un’altra bugia.
Volevano mandarci tutti là
ma siamo ancora qua
adesso noi con serenità
dimentichiamoci della malvagità.                                                                                                                                   

Elia Generali
 Classe II F

Quelli che restano

Quelli che restano sono essenziali,
i loro occhi sanno distinguere
ascoltare
capire
chi grida aiuto senza emetter un filo di voce.

Quelli che restano sono gli artefici del loro destino,
non si lasciano condizionare o sviare;
inciampano
sbagliano
ma sono loro stessi i propri punti di riferimento,
e non è facile, sai
bisogna credere nelle proprie capacità
per essere la propria miglior versione
anche nuotando nel mare nero della delusione.

Quelli che restano sono veri
che ancora trovano piacere nello stupirsi
e che sì hanno paura del buio
ma ogni notte trovano il coraggio
di spegnere la luce.                                                                                                                                                     

Erika Iembo
 Classe III A – Campi

L’abbagliante inutilità
del superfluo

Di punto in bianco nasce una moda
Ce ne si accorge dopo molto poco
Se è un abbigliamento, nei negozi si crea la coda
Se è una sfida da fare con gli amici la si vede
in ogni luogo

Fatto sta che il mondo impazzisce
Ed ogni persona ad essere alla moda ambisce
Che sia il colore dei calzini o avere la maglietta
con su le ali,
in un nano secondo diventiamo tutti uguali

E quando passa una moda cosa si fa ?
Si butta il vestito là
Là nell’angolo di un cassetto
Perché il suo momento lo ha avuto
e ora non fa più effetto.                                                                                                                                         

Gabriele Caraffini
 Classe II B – Campi

Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

Quelli che restano
e non se ne vanno
Quelli che piuttosto di andarsene rimangono,
rimangono lì ad aspettarti
perché sanno cosa vuol dir andare avanti
e lo sanno perché indietro non guardano.
Come il superfluo e il superficiale
aspetti di cui nessuno a meno può fare.
Un po’ come andarsene dal buio più totale
e solo loro possono da lì farti scappare.
Quelli su cui puoi contare
in ogni minuto suddiviso in secondi
che vale la pena con loro passare.
Quelli che ti regalerebbero anche il mare
solo per vedere il tuo sorriso sbocciare                                                                                                                       

Giada Gattuso
 Classe III B

Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

Siamo quelli che quando si fa sera
Si appoggiano alla ringhiera,
siamo quelli che aspettano
sdraiati sul letto a guardare il soffitto,
siamo quelli che giorno dopo giorno
vanno sempre un po’ più in fondo.
Noi siamo le storie non raccontate
di momenti mai vissuti,
siamo quelli che rimangono,
gli ultimi frammenti di un’idea:
siamo quelli che “c’è molto di più
di quel che vedi tu”.                                                                                                                                                  

Giulia Stasio
  Classe III A

Quelli che restano
l’abbagliante inutilità del superfluo

Quasi come …

Quelle che restano sono le stelle
sempre presenti
quasi come i sogni
che ci sono sempre
e riescono a farti avere una speranza.
Le stelle ti insegnano
l’inutilità del superfluo
perché loro non ne hanno bisogno.                                                                                                                             

Marta Foina
 Classe I C

VIRGILIO

Quelli che restano
(L’abbagliante inutilità
del superfluo)

Non desiderare sempre ciò che non
puoi avere: cellulare di ultima
generazione, gioielli preziosi,
macchine costose e quant’altro …
Tutto ciò non ti serve.
Tutto ciò ti è superfluo.
Credi in ciò che realmente possiedi,
come l’amore dei tuoi genitori,
l’abbraccio di un amico,
la tenera carezza di un nonno.
Goditi tutto questo e se
non ne sei in possesso,
cercalo nel tuo cuore;
lì regnano la semplicità e l’amore.                                                                                                                                

Alex Perini
  Classe I D

Sulla strada

Accecati,
come dai fanali di una macchina,
dai sogni di ricchezza
e di ambizione.
E nel viaggio,
tra alti e bassi,
gli amici e la famiglia.
Non una villa da sogno
o una carriera invidiabile.
In un tragitto oscuro,
ci saranno coloro
che ti faranno guardare il mondo
da un’altra prospettiva …
quella che parte dal cuore.                                                                                                                                          

Alice Melgari
  Classe III A


Come un viaggio

Preparo la mia borsa
per un nuovo viaggio.
Cosa serve davvero ?

Forse non troppo,
così il peso sarà più leggero
e il mio passo libero e svelto.
Forse non tutto è essenziale.

Così nella vita,
a tante cose potrei rinunciare,
ma non al bene
di chi ci tiene
a me,

non alla vera amicizia
che ti fa scoprire
la gioia di stare insieme,
di condividere,
di aprire gli occhi del cuore.                                                                                                                                        

Anna Carli
  Classe II E

Quelli che restano l’abbagliante inutilità
del superfluo

Se la materia torna alla materia cosa resta ?
Ciò che resta son le gesta
Ciò che resta sono le virtù umane.
Ciò che resta è l’umiltà,
ciò che resta è l’onestà.
I soldi, certo, rendono la vita agiata ma
Bisogna imparare e
Bisogna insegnare a capire,
il valore e non il prezzo delle cose.
Perché, le cose che ci rendono felici non sono
“cose” ma persone e rapporti.
I soldi sono utili e inutili,
sono utili per il superficiale
e per questo mondo materiale,
sono inutili per come siamo dentro.                                                                                                                             

Aysha Ahmed
 Classe III B


L’abbagliante inutilità del superfluo

Tutto al mondo è desiderabile
e per questo irrinunciabile.
E’ il superfluo irresistibile
che da raggiungere sembra impossibile.
Siamo noi tutti abbagliati
e ancor più frastornati,
ma alla fine siamo delusi
ed anche un po’ confusi
perché non riconosciamo quel che al mondo vale
ed abbiamo sognato inutilmente male.                                                                                                                   

Francesco Alfredo Bianchi
 Classe I H

Il carrello della spesa

Nel carrello della spesa
metterei tutti quelli che restano
senza nulla a fine mese.
A loro regalerei un buono
per la casa
per il lavoro
per i sogni.
Butterei nella spazzatura
tutte le cose inutili
gli sconti su ciò che non serve.
Nel carrello della spesa
metterei quello che serve davvero                                                                                                                       

Francesco Valcarenghi
 Classe I B

Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

Era un bimbo tra i bimbi,
non possedeva colori, solo il nero della sua pelle.
Non scarpe ai piedi, ritagli di stoffa coprivano
il suo corpo.
Non un gioco con cui giocare, ma tanta fantasia
per creare.
Ogni giorno era una scoperta, nulla era mai
come prima,
nulla di certo, tutto di nuovo.
La semplicità era ingrediente della sua vita.
Il suo sorriso era la luce che illuminava il buio.
La sua voglia di vivere era la musica
che risuonava ore ed ore.
Era felice, non conosceva il superfluo,
non conosceva la tristezza dell’inutile.
Era navigatore senza bussola,
cuoco senza fornelli,
calciatore senza scarpette,
nuotatore senza pinne.
Era l’ingrediente indispensabile per una torta,
gamba di un tavolo per renderlo stabile,
raggio di una ruota per farla girare,
vento forte che aziona un mulino.
Era elemento indispensabile tra le cose superflue.
Sai cos’era ?
Era il tutto pur non avendo niente:
era l’ESSENZIALE.                                                                                                                                                     

Giulia Furregoni
 Classe II G

Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

Quante volte, da bambina,
ho chiesto:
“Mamma mi compri quello,
mi prendi questo?”
Quante volte ho sentito
la stessa risposta:
“Hai già tutto quello che ti serve,
cosa vuoi di più?”

Eppure andavo a scuola
e vedevo i miei amici
giocare con i loro nuovissimi giochi.
Me ne stavo da parte, chiusa in un angolo,
esclusa da tutto,
esclusa da tutti.

Poi ho capito: quello che diceva mia madre
era vero.
Sì, me ne stavo lì, da sola,
ma c’era
chi mi veniva a consolare.
E’ vero, mi sentivo esclusa,
ma c’era
chi mi dava la mano
e la forza di continuare.

Non importa quanti oggetti possiedo,
la mia famiglia mi ama,
i miei amici mi stanno vicino;
per me è questo quello che conta!
Ora diamoci la mano
e camminiamo insieme.
Questo, è ciò che resta.                                                                                                                                         

Isabella Gerevini
 Classe I E

Trasparenza è libertà

Quelli che restano
nell’abbagliante inutilità del superfluo
saranno felici di un oggetto
come tanti altri,
felici del niente,
sono loro a non capire
l’importanza di un abbraccio.                                                                                                                                      

Reda El Khiari
  Classe II D


L’abbagliante inutilità del superfluo

Corro corro verso il grande bagliore
Corro corro verso lo splendore immenso
Corro, entro nella grande luce,
nel lampadario che gli occhi fa illuminare.
Canzono la lampadina dell’essenziale
che brilla nella sua debolezza.
Voglio lasciare il topo per avere il leone.
Salto. Nel grande oro.
E questo esplode, esplode e travolge tutto,
come una mandria di bufali,
anche la piccola lampadina.
Sono entrato, ho avverato il mio sogno.
E ora ? Cosa succede?
Perché, anche se ho tutto, mi avvolge
questa infelicità ?
Perché non va via ?
Il bagliore mi prometteva ogni cosa,
ma ora mi sembra di avere meno di niente.
Se ora sto così male è colpa del mio errore:
abbagliato dalla luce, ho perso l’essenziale.                                                                                                                      

Sofia Cerioli
  Classe II C


Quelli che restano
L’abbagliante inutilità del superfluo

Apro gli occhi,
una luce mi abbaglia:
è il superfluo, la sua inutilità.

Ogni giorno mi frulla in testa
come un pensiero che non si arresta,
sei la luce della verità
oppure qualcosa che non serve, in realtà ?

Sono tentata,
un po’ spaventata
non so se cadere nel tuo tranello
o accettare, sconfitta, il duello.

Tutto il mondo ormai è cambiato
è caduto nel tuo limbo dove il tempo si è fermato.
Ora a nulla può servire
il rimorso di chi non può capire,
la meraviglia dell’essenziale
e l’inutilità del superficiale.                                                                                                                                        

Sophia Gualtieri
  Classe I F

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28 Febbraio 2020