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Lunedì 16 Settembre 2019

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20 agosto 1954

Improvvisa morte per attacco cardiaco dell'onorevole Alcide De Gasperi

Vasto cordoglio in tutto il mondo per lo statista italiano

Improvvisa morte per attacco cardiaco dell'onorevole Alcide De Gaspere

Alcide De Gasperi, non appartiene  più alla Democrazia Cristiana, non è più l'uomo di partito che si può guardare con simpatia o con avversione, che si può seguire o combattere. De Gasperi, ormai, appartiene alla storia d'Italia; e soltanto nel futuro, quando le generazioni si saranno succedute e la sua poderosa opera potrà essere studiata con sguardo sereno dagli storici, i quali inquadrano con freddo raziocinio e senza passionalità preconcette le grandi figure degli uomini maggiori nel gran quadro delle vicende nazionali e mondiali, il suo lavoro potrà essere giudicato.

Oggi si può sicuramente affermare che un grande italiano è scomparso, che una grande luce si è spenta. Questo combattente di tante battaglie cruente o pacifiche, era stimato persino da colui che doveva essere il suo avversario più diretto, il suo nemico d'ogni tempo. Il quale, nei giorni che ci sembrano più ancor che lontani, mitici, in cui era Capo della Repubblica di Salò, vaticinò in De Gasperi il suo probabile successore, tanto gli riconosceva la preparazione specifica, il senso di equilibrio, l'ascendente sulle masse, che lo qualificavano particolarmente per assurgere ai supremi fastigi del potere.

E De Gasperi divenne Capo del Governo italiano in un momento particolarmente grave per la Nazione; anzi, nel momento più grave che l'Italia abbia dovuto affrontare dai giorni del suo Risorgimento. Tutto pareva perduto: la sconfìtta, le distruzioni belliche che avevano trasformato città splendide in ammassi di rovine, il nemico interno che si batteva nella speranza di poter servirsi del disordine per trionfare, quello esterno che non voleva comprendere come gli italiani avessero dovuto subire una guerra che non avevano desiderato e che quindi intendeva imporre condizioni estremamente gravi... Tutto pareva congiurare contro l'Italia, contro le sue possibilità di resurrezione democratica, contro la sua restaurazione materiale e morale. Un compito tremendo, sovrumano, attendeva i nuovi governanti; un compito che soltanto elette menti, illuminate da un grande amor di patria e da un profondo attaccamento alla libertà e a tutti gli altri principii democratici, potevano osar di affrontare. E De Gasperi affrontò tutto. Affrontò gli «alleati» quando gli presentarono il Trattato di pace ch'egli, a nome dell'Italia, dovette firmare; affrontò i movimenti insurrezionali, arginandoli e imbrigliandoli; affrontò il problema tremendo della ricostruzione che riuscì ad attuare in un periodo incredibilmente  breve; e affrontò e risolse un altro problema più di ogni altro urgente ed arduo: far comprendere agli italiani che la conoscevano di nome e non per esperienza, cosa fosse, cosa significasse, cosa si proponesse la democrazia. Un'opera gigantesca, che ha dato risultati concreti, probabilmente superiori alle sue stesse speranze.

19 Agosto 2019