Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

18 aprile 1976

Ricerca sulle origini del palazzotto di Duemiglia

in occasione della decisione del restauro

Annalisa Araldi

Email:

aaraldi@publia.it

18 Aprile 2021

Ricerca sulle origini del palazzotto di Duemiglia

Riportiamo per sommi capi il risultato di una indagine svolta dagli uffici comunali su diretto interessamento del sindaco Zanoni, sempre sensibile al problema del recupero culturale di Cremona.

Le origini del palazzo e la sua stessa data di nascita restano per ora ancora avvolte nel mistero.

Sembra sicuro che a tutto il 1723 il palazzo, così com'è oggi, non esistesse: non risulta infatti dall'impianto del catasto di Maria Teresa risalente a quell'epoca. Vi erano censiti i terreni, intestati al marchese Michele Rodeschini, figlio di Giovanni Ballista, con porzioni di case ed una fornace.

Nel 1732 la figlia del marchese, Beatrice Rodeschini, sposava nella chiesa di S. Elena, che sorgeva presso piazza Vida, il conte Gerolamo Radicati, discendente di una nobile famiglia piemontese che nei secoli precedenti aveva contato figure di un certo spicco nella vita civile cremonese. Probabilmente il terreno del quale stiamo parlando fu dato in dote alla marchesina: fatto sta che con decreto del 9 marzo 1772 la partita veniva trasferita in proprietà al conte Gerolamo Radicati. E, secondo ipotesi abbastanza attendibili, fu proprio il conte Gerolamo a disporre la costruzione dell'attuale edificio, che risalirebbe quindi alla metà del '700.

I trasferimenti dell'immobile continuarono regolarmente in famiglia per diverso tempo: con decreto del 22 settembre 1780, infatti, la partita passava ai figli del conte Radicati, Antonio Giuseppe, Giovanni Battista, Filippo Neri e Giovanni Luca. Era proprio quest'ultimo, diciannove anni dopo, a ridiventare unico proprietario, in base alla petizione 396 del 15 luglio 1799. Nel 1819 nuovo trasferimento nell'ambito della dinastia dei Radicati: la proprietà passava, con petizione 152 del 9 febbraio, al conte Antonio.

Dopo circa un secolo di proprietà della famiglia Radicati, nel 1834 troviamo un fatto nuovo: la partita, intatti, con petizione 138 del 25 settembre, veniva trasferita (non sapremmo dire a che titolo) a Alessandro Vergani di Luigi. La figlia di Alessandro, Luigia, a sua volta rendeva il tutto ad un operatore economico, Ermenegildo Iotta: il contratto veniva registrato con rogito del 2 gennaio 1874 dal notaio Luigi Beretta. E qui la storia si fa recente: infatti, evidentemente, gli affari dello Iotta, dopo un certo periodo di prosperità, cominciarono ad andane male, tanto che egli fu dichiarato fallito ed i suoi beni messi all'asta. Palazzo e terreni annessi furono aggiudicati, il 27 novembre 1891, ad un vescovatino, Carlo Fontana, per la bella cifra di 54.000 lire. A quanto pare, l'acquirente passò a miglior vita pochissimo tempo dopo questa operazione. Infatti già nel 1892 il Comune di Duemiglia cominciava a trattare con gli eredi: i signori Odorico, Rosina, Luigina ed Alice Fontana (fu Carlo, tutti di Ca' de' Stefani), nonché Antonietta Beltrami vedova Fontana, usufruttuaria ed in nome degli interessi di altri due figli minorenni, Ernesto ed Annetta Fontana; il preliminare veniva firmato tra le parti il 12 aprile 1892 e registrato il giorno successivo.

Il Consiglio comunale di Duemiglia veniva convocato in seduta straordinaria il 23 agosto 1892 per sancire l'acquisto dell'immobile. I motivi della decisione che si andava per assumere erano molto simili a quelli che ancora oggi si dibattono nei nostri Consigli (nihil sub sole novum!): vale a dire la necessità di potenziare i servizi pubblici municipali, di renderli indipendenti da legami con i privati e via dicendo. Infatti la Giunta municipale proponeva l'acquisto del terreno per costruirvi la casa di contumacia e del fabbricato particolarmente per sistemarvi la sede del corpo di guardia «sita oggi — come recitava l'oggetto — in un fabbricato privato»; trasferimento che avrebbe ottenuto l'effetto di «una facile e non dispendiosa sorveglianza alla casa di contumacia e si eviterebbe le soverchie pretese del proprietario, pretese al rinnovargli di ogni contratto sempre crescenti». Insomma, il Comune non voleva essene preso per il collo.

Veniva, inoltre sottolineata la bontà del prezzo: gli eredi Fontana, infatti, evidentemente non volevano fare una speculazione, ed avrebbero ceduto il tutto per la stessa cifra pagata dal padre, vale a dire 54.000 lire. Il «sì» consiliare venne pronunciato all'unanimità.

Arrivava così il 13 maggio 1893, un sabato, quando le parti si incontravano per firmare il contratto davanti al notaio Stefano Villa di Cremona. Con l'atto venivano trasferiti al Comune di Duemiglia il «corpo di fabbricato il Palazzo con giardino e caseggiati colonici ed annessa pezza di terreno denominata il Broletto siti in comune del Due Miglia, quartiere Boschetto». Tra l'altro è da notare che per l'operazione il Comune di Duemiglia, che non possedeva intera la somma, era ricorso ad un prestito venticinquennale di 30.000 lire con la Banca Popolare. Per i figli minori del defunto Carlo Fontana la parte di somma spettante veniva investita «in due distinti certificati di debito pubblico».

I confini della proprietà venivano così definiti: a levante la strada provinciale bresciana al di là del cavo Robecco; a mezzodì il «cavo delli Asinari» al di là della strada comunale del Cimitero; a ponente dai beni delle Suore della Carità «dapprima con siepi di robinia», quindi con stradella consorziale, nonché dai beni del Civico Ospedale; a monte per breve tratta prima con la strada ferrata Cremona - Olmeneta, poi con i beni Ali.

Per il Comune di Duemiglia firmava la Giunta al completo: il sindaco ing. Luigi Vacchelli fu Camillo, gli assessori Giuseppe Casazza fu Antonio, Luigi Carboni fu Giuseppe, Giovanni Caccia fu Eligio, sott. Felice Fisico Celli. Con la registrazione dell'atto, avvenuta il 25 maggio 1893 al n. 1583 del volume 82 degli atti pubblici, stabile e terreni passavano definitivamente nel patrimonio del Duemiglia, dai quale confluivano (al momento della soppressione di questo ente locale) a quello di Cremona.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

VideoGallery