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Domenica 25 Ottobre 2020

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26 settembre 1957

L’«Asiatica» dilaga

Quaranta deputati con l'influenza

L’«Asiatica» dilaga

Rinviato l’inizio delle lezioni - I casi denunciati sono 100.000 - Novemila i militari degenti

ROMA, 25. — Il dilagare dell'asiatica sta costringendo le autorità a porre in atto, per fronteggiarla, misure di emergenza. I casi denunciati sono 100 mila ma i colpiti sarebbero mezzo milione.

I morti accertati sarebbero 16, cioè non più di quanti nello stesso periodo dello scorso anno decedettero per complicazioni bronco-polmonari.

A Roma c'è stato oggi un altro caso mortale che porta il numero delle vittime nella capitale a sei. Si tratta della 30enne Elisa Angeli che dopo due giorni di febbre, elevata è spirata nella sua abitazione: la signora che era gravemente malata di cuore non ha potuto usufruire delle cure del caso per cui la broncopolmonite subentrata come conseguenza dell'asiatica l'ha condotta alla morte.

Da informazioni diramate dal Ministero Difesa si è appreso che il numero dei colpiti delle unità dell'Esercito della Marina e dell'Aviazione dall'inizio dell'epidemia è di 37.000. A tutt'oggi i degenti sono 9 mila e 28 mila militari sono guariti e già rientrati in servizio ai reparti.

L'asiatica è penetrata anche in Parlamento. Una quarantina di deputati sarebbero stati colpiti dall'influenza. Le misure di sicurezza poste in atto dalla Camera non si sarebbero limitate alla sola disinfezione dei locali ma anche alla consegna di un congruo numero di dosi di vaccino.

La città di Roma appare come la più colpita dall'asiatica giacché i casi denunciati quotidianamente all'Ufficio di Igiene si aggirano sulla media di 550. La decisione di rinviare la data di inizio delle scuole adottata dalla Prefettura è stata accolta dalla cittadinanza con soddisfazione. Si spera che l'epidemia possa essere già debellata o almeno nella sua fase discendente nella terza decade di ottobre, periodo fissato per l'apertura delle scuole. Nel quadro della graduale attuazione delle misure di emergenza è stata disposta la vaccinazione di tutti gli agenti di PS di Roma.

Le assenze negli uffici pubblici e privati sono sempre più elevate il che fa ritenere che l'epidemia, almeno a Roma, non abbia ancora superato la sua fase più critica.

Il Consiglio Direttivo della Associazione Italiana per l'Igiene e la Sanità Pubblica, si è riunito per esaminare l'andamento della ricorrente epidemia influenzale in ordine ai provvedimenti attuati dall'Amministrazione sanitaria centrale e periferica. Il Consiglio ha anzitutto convenuto nell'opportunità di dover rendere di pubblica ragione che la fisionomia assunta nei Paesi esteri ed in Italia da questa malattia non è tale da legittimare una eccessiva preoccupazione nella popolazione.

Questa, infatti, si trova oggi in condizioni organiche e sociali ben diverse da quelle del 1918. Il Consiglio — informa un comunicato — dichiara pienamente efficienti e sufficienti i provvedimenti presi dall'autorità sanitaria.

Il carattere invasivo e diffusivo dell'attuale epidemia — aggiunge il comunicato — non è a tutt'oggi diverso a quello delle endemie del 1948-1953 ed è da credere che, per le sostanziali diverse condizioni del mondo fisico e sociale di oggi, da quello del 1918, non sembra in alcun modo probabile che si ripeta la grave endemia d'allora.

Il Consiglio Direttivo, tiene, infine, a raccomandare di non diffondere eccessive speranze sulla vaccino-profilassi antinfluenzale. Questa obiettivamente considerata in base ai dati positivi scientifici e pratici, non è l'unico, indispensabile ed immediato metodo di profilassi della malattia. La vaccinazione antinfluenzale, come te altre vaccinazioni — tutte raccomandabili — non protegge prima che trascorrano venti, trenta giorni dall'inoculo, né questa protezione può essere ritenuta di sicura efficienza da chi non ottemperi alle altre norme di vita sana.

25 Settembre 2020