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Venerdì 25 Settembre 2020

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5 agosto 1978

La crisi annonaria del 1854 fece realizzare il viale Po

Il Comune si accollò l’intera spesa per dare lavoro e guadagno ai poveri della città perseguitati prima dal colera e poi dalla carestia

La crisi annonaria del 1854 fece realizzare il viale Po

Il progetto della strada passeggio al Po rimase a riposare negli uffici municipali dal 1847. Di lì a poco si sarebbe scatenata la tempesta del ’48 che avrebbe cambiato il volto dell’Austria asburgica. Il regime poliziesco sconvolse Cremona anche nei due anni successivi anche se, apparentemente, sembrava che tutto fosse ritornato normale, come prima.

Si condussero a termine i lavori di restauro nel palazzo municipale, si portarono a termine le sistemazioni delle strade e degli spalti esterni al centro storico, tutte opere che si concludevano, con un pesantissimo indebitamento, attorno agli anni 1851-1853. I bilanci comunali denunciavano tragicamente questo stato di cose che si accompagnava, immediatamente, al colera e ad una paurosa carestia. La crisi annonaria aveva dato del filo da torcere agli amministratori i quali dovettero far fronte al rincaro della farina e quindi del pane per assoluta mancanza di scorte nei magazzini. Nel 1843 il Comune, con le casse vuote e con molti debiti da pagare, fu indotto ad accendere un mutuo di 40mila lire per sopperire alla siccità «e per la crisi in atto di frumento e melicotto».

La pesante situazione, verificata in città e in tutta la provincia cremonese, aveva fatto intervenire il Governo il quale aveva fatto approvare con tutta urgenza alcuni importanti lavori edilizi e stradali per un importo di 8mila lire «per sopperire alla miseria e alla dilagante disoccupazione». È proprio per dar lavoro alla popolazione che si autorizzavano gli appalti dei lavori per il rialzo degli spiazzi davanti al cimitero e davanti alla porta S. Lucia. Data la esiguità dei prezzi fissati nessun impresario edile riuscì ad assicurarsi l’asta.

D’altra parte i dispacci che venivano dal Governo insistevano sul solito ritornello: «Era importante l’assoluto bisogno di dar lavoro al povero, per cui il Comune abbia ad assumere tutta la spesa per la costruzione di una nuova strada, con riserva del compenso della quota erariale». Il podestà Giuseppe Mina, con proprio rapporto alla Giunta municipale del 30 gennaio 1854, accoglieva subito la proposta, avendo anche ottenuto un mutuo di 100mila lire all’interesse del 5 per cento col vincolo del dazio consumo e con le garanzie dipendenti da qualunque proprietà comunale. «Con tale progetto — scriveva il Podestà Mina nel rapporto — viene facilitato il commercio che sperasi sempre più florido dalla attivata navigazione sul Po; per esso ottiensi un passeggio di abbellimento e di ricreazione ed a migliore profitto viene condotta la spesa già inoltrata per la nuova contrada di Porta Po».

04 Agosto 2020