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Mercoledì 12 Agosto 2020

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13 luglio 1948

Inaugurato il ponte sul Po

Inaugurato il ponte sul Po

Il ministro ai Lavori Pubblici,  on. Tupini, è giunto a Cremona con un'ora buona di ritardo. In mattinata aveva inaugurato a Venezia un'altra opera pubblica, e le autorità veneziane l'avevano trattenuto (come fecero poi quelle cremonesi) per illustrargli alcuni lavori in corso di studio.

Il primo omaggio il Ministro l'ha ricevuto dai ghiaiaioli, i quali avevano allineato le loro imbarcazioni lungo la riva del fiume, le avevano tutte pavesate a festa; e, fra le bandiere, c'era un cartello. Recava un cordiale benvenuto al Ministro e la richiesta ch'egli provvedesse per una gru, indispensabile ai loro lavori. Lo on. Tupini ha sorriso ed ha promesso.

Sulla prima arcata del nuovo ponte (ch'era stato demolito nella parte centrale dai bombardamenti aerei del 13 luglio 1944, e la cui prima campata era stata distrutta dai tedeschi in fuga) c'erano bandiere tricolori e un grande nastro dai colori nazionali, chiudeva l'accesso al ponte.

Il Ministro ha ascoltato una relazione del comm. Gra, che ha riferito i principali dati tecnici relativi al ponte: sono state impiegate per la ricostruzione 1.885 tonnellate di carpenteria metalliche 900 metri cubi di legname, 100 tonnellate di ferro per cemento armato, 4.000 quintali di cemento, 650 mila Kw-ore di energia elettrica; sono state necessarie 160 mila giornate lavorative e sono stati spesi circa 480 milioni.

Poi ha parlato il Ministro Tupini. Egli si è rivolto particolarmente alle maestranze che hanno contribuito alla costruzione del ponte (gli uomini che hanno lavorato a Cremona o quelli che, negli stabilimenti, hanno fuso le traverse metalliche, erano allineati vicino all'imbocco) ed ha rivolto loro un affettuoso ringraziamento.

Poi ha rilevato che sulla strada padana inferiore la guerra ha distrutto 13 ponti, dei quali quello cremonese è il maggiore. Dodici sono già stati ricostruiti ed inaugurati: l'ultimo lo sarà fra pochi mesi. «Pensate — dice il Ministro — se la guerra non ci fosse stata, se le distruzioni non fossero avvenute, quali tesori il governo avrebbe oggi potuto profondere per la gioia ed il benessere del popolo. Ma recriminare non serve: bisogna ricostruire. E la ricostruzione viene realizzata con ritmo accelerato».

Il Ministro ha concluso inneggiando alla libertà: solo nella libertà è possibile risolvere, con piena soddisfazione di tutti, i più complessi problemi.

Si è poi avanzato l'arcivescovo, ch'era assistito da don Giglio Benfatti e da mons. Braschi, il parroco di S. Pietro nella cui giurisdizione sorge il ponte. L'Arcivescovo, indossata la stola bianca ricamata in oro, ha pronunciato l'antichissima formula del rituale, ha alzato la mano benedicente e, con l'aspersorio, ha tracciato un gran segno di croce. Poi, commosso, ha detto che è bello che questa grande festa del lavoro si esalti con la benedizione di Dio, foriera sempre e per tutti d'ogni bene e d'ogni soddisfazione.

Ed ecco la piccola Rosa Caporali, la più giovane dei sette figli di un ottimo operaio, morto per infortunio nel corso dei lavori, avanzarsi sicura e procedere al battesimo del ponte: la bottiglia di spumante si infrange contro la spalla metallica e si dissolve in una nube di spuma. Gli operai e la folla applaudono, il Ministro — che ha reciso il nastro tricolore — l'Arcivescovo, il prefetto, seguito da una folla di autorità e di pubblico, imboccano il ponte. Sono le 12.55.

Il ponte vien percorso per tutta la sua lunghezza (metri 957,47) poi, i partecipanti a questa memorabile festa del lavoro e della pace, tornano alla Baldesio, ove viene offerto un rinfresco.

Ormai le Provincie settentrionali sono collegate a quelle centrali da questa grandiosa costruzione. Mentre gli operai iniziano subito il lavoro (almeno simbolico) di demolizione del ponte in barche, sul ponte in ferro passano i primi veicoli. Dalla parte cremonese, il ponte è traversato per primo dalla Balilla CR 7094; dalla parte piacentina dall'autocarro con rimorchio MN 3758. La bella giornata domenicale ha contribuito a richiamar folla ad ammirare il nuovo ponte. Quante persone vi sono affluite dall'una a notte alta? Certamente quasi tutta Cremona.

11 Luglio 2020